Gazzetta di Modena

Modena

Gas, esplode una palazzina quattro ustionati gravi

di Stefano Totaro
Gas, esplode una palazzina quattro ustionati gravi

Lo scoppio li trasforma in torce umane: salvati dal giovane vicino di casa che soffoca le fiamme con le coperte. «Un bagliore, un boato, poi le urla»

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Sono in prognosi riservata le quattro persone rimaste ustionate ieri sera a Maranello a causa dell'esplosione avvenuta al primo piano di una villetta. Si tratta di un giovane di 30 anni, della fidanzata di 22 e dei genitori di quest'ultima, di 50 e 49 anni. I primi due sono ricoverati al Centro Grandi Ustionati di Parma, la coppia di genitori in procinto di essere trasferita al Bufalini di Cesena dopo il ricovero all'ospedale di Baggiovara di Modena. Al Policlinico modenese - ha fatto sapere il 118 - stata portata, ma solo in 'codice 1' per accertamenti di controllo, anche una bimba di 6 mesi che vive nell'altro appartamento del piccolo edificio di viale della Resistenza. La procura di Modena ha aperto un'inchiesta per stabilire le cause dello scoppio, che si pensa causato da una perdita di gas da una bombola che alimentava la cucina.

 

MARANELLO. Un boato, un’esplosione dovuta a una bombola di Gpl, una parete che crolla, una fiammata che in una frazione di secondo avvolge quattro persone. Una giovane coppia e i genitori di lei: sono torce umane terrorizzate. Il loro vicino, il ragazzo che abita al pian terreno, dopo aver messo in salvo la propria famiglia, vede i quattro disperati.

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Li aiuta ad uscire, a scendere le scale, a correre fuori e con le coperte li avvolge, cerca di soffocare le fiamme. I quattro sfortunati, Gabriele Pinna e la moglie Greta Benincasa, lui 30 lei 22 anni, in compagnia dei genitori di Greta, Alberto, 50 anni e sua moglie di 49 anni, sono stati subito ricoverati a Baggiovara e al Policlinico. Sono gravissimi, con ustioni pressoché in tutto il corpo. Una volta che i medici modenesi li hanno stabilizzati, sono stati trasferiti al centro grandi ustionati di Parma (il 50enne probabilmente a Cesena) per le cure più appropriate.

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Sabato sera, poco dopo le 21. In viale della Resistenza, in centro a Maranello, c’è una casa bianca a due piani. Al pian terreno la famiglia Stefano Coscione e Fabiola Cuoghi e la loro bambina piccola, al primo gli affittuari, Gabriele e Greta.

Stefano Coscione, 22 anni, racconta: «Eravamo a cena, una serata come tante altre. Improvvisamente abbiamo visto dalla finestra come un meteorite, una specie di palla luminosa che ha illuminato a giorno tutta la strada. In contemporanea è arrivato il boato, un rumore pazzesco. I nostri mobili si sono alzati per aria per poi ricrollare pesantemente sul pavimento. Abbiamo sentito il rumore del crollo del muro al piano di sopra , i mattoni che cadevano nel giardino. La casa tremava, ho pensato che potesse crollare da un momento all’altro. Ho preso mia moglie che aveva già abbracciato la nostra bambina, tenendosela stretta al petto. Le ho portate fuori, ho pensato subito a metterle in salvo».

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«Pochi secondi - racconta Stefano ancora choccato - e sono andato incontro ai ragazzi di sopra. Urlavano, erano avvolti dalle fiamme. Li ho aiutato a scendere le scale, li ho portati fuori e fatti sdraiare per terra. Con le coperte ho iniziato a coprirli per soffocare il fumo, togliendo i vestiti che bruciavano. Ho agito d’istinto, ho fatto tutto quello che potevo». Fabiola: «Ho stretto forte mia figlia, ho visto da sopra volare in strada finestre, una zanzariera si è schiantata contro la casa di fronte. I mobili hanno ballato a lungo. Ho il timore di aver perso tutto, che tutto sia da buttare giù».

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Sono testimonianze raccolte circa una mezz’ora dopo l’esplosione. Fabiola abbraccia i genitori, Stefano racconta a carabinieri e ai vigili del fuoco cosa ha vissuto. Un gruppetto di ragazzi: «Eravamo nel vialetto accanto, abbiamo sentito un urlo di donna e poi abbiamo visto uscire quelle torce umane... non lo dimenticheremo mai».

I pompieri escono dalla casa sventrata su un lato con una bombola Gpl. Alimentava una stufetta e da lì è partita la deflagrazione. In strada il capannello di persone, di vicini, di curiosi, lentamente si allontana dalle transenne. Si faranno accertamenti tecnici. Intanto l’intera casa è stata dichiarata inagibile.

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