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l'intervista

«I bus devono essere sicuri i mezzi vanno rinnovati»

di Andrea Marini
«I bus devono essere sicuri i mezzi vanno rinnovati»

Il sindaco: «Lo Stato mantenga gli impegni e anche Seta faccia la sua parte Ne servono un centinaio» «Odorici? Lavora bene. L’azienda unica funziona»

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Quando un utente sale su un bus o su una corriera deve essere tranquillo di non dover correre giù dal mezzo per evitare di rimanere vittime di incidenti provocati dall’anzianità dei mezzi. Questo non solo è l’auspicio ma l’impegno che il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, che contestualmente è presidente della Provincia, si vuole assumere dopo l’ennesimo incidente che ha visto un bus Seta di 17 anni di età incendiarsi.

La considerazione arriva nel corso di una chiacchierata in cui si toccano anche altri temi “caldi” per quanto riguarda l’azienda di trasporto pubblico.

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Sindaco è d’obbligo partire dall’episodio di giovedì, solo il caos ha voluto che a bordo del bus dedicato al trasporto scolastico non ci fossero a bordo gli studenti appena scaricati alle medie Lanfranco. Il parco mezzi ha un’età media di 11 anni...

«Intanto credo sia giusto riconoscere come in questi anni azienda, regione ed enti locali in questi anni, seppure in un quadro di risorse calanti, abbiano garantito la stabilità del servizio di Trasporto pubblico locale. Ma ora serve un salto di qualità sia per quanto riguarda la necessità di avere una migliore integrazione delle linee e per avere una dotazione di mezzi maggiormente idonei e sicuri. Detto questo concordo che è necessaria un'adeguata manutenzione, così come maggiore responsabilità e senso civico da parte degli utenti affinché le vetture non vengano danneggiate e vandalizzate. Ma, e vengo alla sua domanda, non si può negare cheservono anche investimenti per rinnovare il parco macchine. Se lo Stato manterrà i propri impegni, confermando i 600 milioni a livello nazionale per il rinnovo dei rotabili, Seta dovrà impegnarsi, anche con il cofinanziamento, in un Piano di acquisto di almeno un centinaio di nuovi bus: un segnale decisivo di cambio di marcia. Questo è indubbio».

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Oltre ai finanziamenti nazionali lei chiama Seta anche ad un maggior impegno.

«Seta è un’azienda che ha ottenuto ottimi risultati con il percorso di razionalizzazione e di consolidamento della propria struttura e dei propri conti, avviato già con Atcm a Modena. A mio parere la costituzione di Seta insieme a Reggio e Piacenza ha permesso di realizzare una dimensione industriale ancora più competitiva e più solida, continuando su quel percorso che ora deve essere consolidato, soprattutto a Reggio con l'integrazione della società Til, uscendo dalla logica dei campanili».

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La sento positivo sull’unificazione delle aziende. Oltre Secchia invece sono profondamente critici con le prime ripercussioni. Per non parlare della gestione Odorici...

«Guardi, non avere più i conti in rosso in un settore difficile come il trasporto pubblico locale è un risultato importante, ottenuto non certo per grazia ricevuta. Posso convenire che non è sufficiente di fronte alla necessità di garantire un servizio efficace e sicuro. Al tempo stesso credo che non servono polemiche quotidiane o rivendicazioni territoriali per risolvere i problemi; occorre invece avere una visione d'insieme e un'azienda di qualità capace di realizzare buone economie di scala. Insomma, deve avere il fisico giusto, come dico sempre io, dal punto di vista competitivo, industriale e di sviluppo territoriale anche per affrontare una nuova stagione di gare».

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Quindi ben venga l’integrazione territoriale?

«La prospettiva è quindi quella di un'ancora maggiore integrazione tra i territori ed è in quella chiave che dobbiamo affrontare il tema strategico del rinnovo della flotta di bus.

Seta sta già operando in questa direzione e devo ringraziare il presidente Odorici, che ha la mia totale stima, per come in questi anni ha operato con impegno e capacità per dare all'azienda una visione imprenditoriale».

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Quindi per Seta una promozione a pieni voti, ma un invito a darsi da fare per migliorarel e cose a cominciare dai mezzi.

«Ora abbiamo più prospettive e meno debiti, una dimensione di scala industriale idonea e un socio e partners pubblico come Tper con cui costruire forti sinergie e politiche di scala ancora più interessanti. Ma per essere al passo con i tempi servono investimenti. E tutti devono fare la propria parte, a cominciare dallo Stato che in merito, come le dicevo prima, ha assunto chiari impegni».

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