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Il commercio divide giunta e minoranza

di Daniele Montanari
Il commercio divide giunta e minoranza

Pavullo. Venturelli: «Il centro sta morendo. Tanti negozi sfitti. Detassiamo». L’assessore Salsi: «I dati sono il contrario»

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PAVULLO. È stato il commercio l'altro tema centrale dell'ultimo Consiglio a Pavullo, con una discussione estrememente sentita visto anche il contesto di crisi economica. Lo spunto è arrivato dalla mozione presentata da Davide Venturelli ("lista Mauro Neri") per chiedere una detassazione - l'indicazione era l'Imu, ma aperta a un discorso generale - per gli ex negozi ora vuoti che vengono concessi gratuitamente in uso ad associaziioni no profit. «L'accanimento fiscale ha portato una vera e propria moria di negozi e di piccole attività», ha sottolineato, facendo riferimento in particolare alla situazione di via Mercato e via XXII Aprile e citando a supporto legislativo una risoluzione del Ministero delle Finanze del 4 marzo 2013 e altri pareri favorevoli. «Una decisione di questo tipo - ha rimarcato - potrebbe rappresentare una grande opportunità per rivitalizzare il nostro paese, in particolare quelle zone che più hanno sofferto per la scomparsa di attività».

A rispondergli è stato l'assessore al commercio Katia Salsi, che ha subito incalzato sul fondamento giuridico: «Un provvedimento normativo di questo tipo - ha ribattuto - sarebbe illegittimo, perché l'esenzione a cui si fa riferimento è contemplata solo nel caso il locale vuoto passi da un ente non commerciale a un altro ente non commerciale. Non si può applicare a un privato che ha un negozio vuoto. Fermo restando che non credo comunque che iniziative di questo tipo possano portare a una rivitalizzazione, rimango stupita dai toni con cui si descrive la realtà pavullese, perché i dati dicono ben altro. Per quanto riguarda l'alimentare, dal 2005 al 2014 abbiamo registrato un aumento di 15 unità, che sono passate da 91 a 106. Per il non alimentare invece la crescita è stata di 35, con uno scatto da 292 a 327. Solo nel 2014 si sono registate 22 aperture rispetto alle 17 di Castelfranco e alle 15 di Mirandola, realtà numericamente più vicine a noi. Non mi sembra affatto una débâcle».

Venturelli si è mostrato molto contrariato del fatto che il parere tecnico negativo non gli fosse pervenuto scritto, vista l'impossibilità di essere in Commissione, perché la mozione nel caso poteva essere emendata. Al che, è stata garantita nelle prossime riunioni una verifica puntuale degli atti per fare in modo che tutti i documenti pervengano direttamente ai presenti o in casella nel caso di assenza. Lo spirito della mozione è stato condiviso da Biolchini (Pdl) e Cintori (Lega), che però si sono astenuti al voto per rispetto istituzionale, visto che anche il segretario Giovanelli ha confermato l'impossibilità regolamentare di approvare una simile agevolazione tributaria. Convinto invece dell'appoggio Giovanni Bernardoni ("Pavullo e futuro"), che ha ribattuto sui dati commerciali forniti: «Non ci date il numero di quelli che hanno chiuso, il quadro reale è molto diverso da quello rappresentato e legato anche alla legge sullo sdoppiamento delle licenze, che è stata una cosa terrificante, riducendo molti sul lastrico».

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