La montagna di amianto divide San Felice
L’amministrazione: «Pronti a chiarire e a far bonificare». I grillini: «Voi consenzienti con i Bianchini»
SAN FELICE. La questione amianto - forse più che la questione ’ndrangheta, a dispetto del codice penale - resta prioritaria per San Felice, visto che l’eredità lasciata dalla Bianchini costruzioni è ancora lì; centinaia di sacchi di inerti contaminati al campo di San Biagio, e una montagna di inerti contaminati nella sede della ditta ancora in un concordato sempre più improbabile.
«Mai come in questa occasione i cittadini, giustamente turbati da quanto accaduto negli ultimi giorni, meritano trasparenza, completezza e soprattutto spiegazioni chiare», recita una nota dell’amministrazione, che si mette a disposizione dei magistrati e dichiara di sostenere la lotta alle mafie. Sulla presenza di amianto la giunta ricorda di avere «fatto una segnalazione alla Procura già a settembre 2012, costituendosi parte civile e impegnandosi da subito, insieme agli enti preposti nella Conferenza di Servizio (Ausl, Arpa, Provincia), ancora aperta, per affrontare le relative criticità ambientali. Un impegno, all'interno del sistema di regole che definiscono ambiti e potestà decisionali, testimoniato da tutti gli atti presentati nelle varie sedi istituzionali. Il tutto avendo come fine ultimo la bonifica completa dei siti contaminati, nella tutela della salute dei cittadini».
La Lista San Felice in Movimento (grillini) ha un’altra versione: «Siamo allibiti perchè non riusciamo a comprendere come possa essere accaduto che in tanti anni di ammistrazioni monocolore si sia raggiunto un così profondo grado di penetrazione della “mala- vita”, mentre si sia ipocritamente decantato come queste fossero immuni. E siamo arrabbiati perchè questa sconsideratezza ha consentito il formarsi di una discarica abusiva di materiale contaminato da amianto, stimato in oltre 100000 tonnellate e lo spargimento di parte di esso sotto strade, scuole, asili ed edifici pubblici». Il gruppo ricorda le ordinanze della Provincia che dal 2012 ordinavano la bonifica: «La bomba ecologica è ancora nel suo posto abusivo. La sua manutenzione ed il suo monitoraggio sono sempre più venuti meno, fino a giungere al suo completo discoprimento, come denunciato con l’esposto alla Procura (9 settembre 2014). Abbiamo più volte richiesto degli incontri pubblici mai concessi. Ci è stato negato il censimento dei manufatti in amianto ancora presenti sul territorio».
I grillini parlano di una amministrazione «consenziente e collaborante con la proprietà proponente la realizzazione del progetto di tombamento dell’amianto nella sede della ditta Bianchini (progetto della ditta della moglie di Bianchini). «Si convochi un consiglio comunale con urgenza, aperto a tutta la cittadinanza. Chiediamo, fra l’altro, l’istituzione di una commissione di indagine tesa a verificare appalti pubblici e sub-appalti».
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