Scegliere e bene il futuro
Serie di incontri nelle scuole per aiutare i ragazzi nella scelte della loro vita
Se oggi, a Modena, chiedete a una quattordicenne cosa vuol fare da grande, molto difficilmente vi sentirete rispondere “l’ingegnere” ed è altrettanto raro che un coetaneo maschio ambisca a diventare maestro elementare. Perché? Su cosa si fondano queste risposte, quasi sempre prevedibili? Nasce anche da questo interrogativo il progetto “Stereotipi di genere sul lavoro: dal riconoscimento all’azione” avviato a gennaio con una serie di laboratori didattici nelle scuole medie e superiori, il primo si è svolto all’istituto Selmi, e che si sviluppa in modo articolato anche attraverso una ricerca sulle disparità tra donne e uomini nel mondo del lavoro, italiano e modenese; un videodocumentario con interviste a studenti e professionisti; conferenze pubbliche e un ciclo di presentazioni di libri sulle scelte di madri e padri.
L’iniziativa è promossa e organizzata dall’Udi di Modena, in collaborazione con il Centro documentazione donna, «Siamo fanalino di coda in Europa per quanto riguarda i progetti didattici nelle scuole sui temi della parità di genere e dell’educazione all’affettività – spiega Ingrid Caporioni assessora alle pari opportunità del Comune di Modena – e per quello che si riesce a fare, come questo progetto, dobbiamo ringraziare la costanza di tante associazioni e dirigenti scolastici sensibili. Quello che serve è una legge nazionale per sistematizzare gli esempi virtuosi, come quelli modenesi, e creare un percorso istituzionale chiaro su questi temi».
«L’obiettivo specifico del progetto – aggiungono le promotrici – è sollecitare, nei ragazzi e non solo, una riflessione su quanto le nostre scelte di studio e lavorative siano condizionate da stereotipi che incatenano soprattutto le donne, ma anche gli uomini a un ruolo sociale già determinato che sembra immutabile, e che invece non lo è». I laboratori didattici, 13 in tutto, coinvolgeranno 17 classi: nove della scuola media Ferraris e otto degli istituti superiori Selmi, Sigonio e dell’Iti Corni. Gli interventi, di durata variabile dalle quattro alle otto ore, saranno condotti da Judith Pinnock e Serena Ballista e punteranno a smascherare gli stereotipi di genere dando la possibilità ai ragazzi di esprimersi e confrontarsi. Gli studenti sono anche i protagonisti di un film documentario, girato dalla regista Wilma Massucco, che accosta ai loro dubbi e perplessità sul mondo del lavoro le esperienze e le testimonianze di professionista creando una sorta di dialogo.
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