Una giunta regionale blindata a San Felice
Oggi la prima riunione in municipio, si annuncia qualche protesta e arrivano i carabinieri
SAN FELICE. Oggi alle 11 nella sala del Consiglio di San Felice si riunisce la giunta regionale del presidente Stefano Bonaccini. Nel pomeriggio è invece prevista al vicino Pala Round Table una riunione del comitato tecnico istituzionale sulla ricostruzione. Un appuntamento simbolico il primo (promesso da Bonaccini in campagna elettorale) e tecnicamente importante il secondo, perchè la ricostruzione e i cittadini abbisognano ancora di scelte e decisioni che limitino i danni della burocrazia.
E tuttavia tra tanti benvenuto qualche tensione non mancherà, proprio per il clima difficile che si sta creando sulla ricostruzione, clima appesantito dalle drammatiche rivelazioni dell’inchiesta Eaemilia. Alle 10 così è prevista una forma di protesta un “Giuntaperitivo”. All’insegna di considerazioni del seguente tenore: «È giunto il momento di assolvere il nostro dovere di cittadini urlando forte il nostro no alla mafia e alla ndrangheta. Un no che deve giungere in primis ai nostri rappresentanti nelle istituzioni, nazionali, regionali e comunali. Un no alla commistione tra mafia e politica. Un no all’insabbiamento delle responsabilità . Chi nel ruolo di amministratore pubblico ha sbagliato, che paghi. Chi ha sottovalutato il problema, che paghi. Chi ha coperto il malaffare che paghi! Per questo approfittando della prima riunione della Giunta Regionale prevista alle 11 presso il nuovo municipio di San Felice Sul Panaro, partecipiamo in molti al primo “Giuntaperitivo”. Che i nostri rappresentanti in Regione si fermino con la cittadinanza reale, quella vera che subisce abusi e soprusi in silenzio. Che ci ascoltino direttamente e ci diano delle risposte dirette, chiare , schiette».
Così c saranno sicuramente anche i carabinieri, mentre invece ieri è stata resa pubblica una lettera alla Giunta Regionale di Giulia Gibertoni, consigliere regionale dei 5 stelle.
«In attesa di una risposta concreta riguardo a nuove regole di trasparenza sugli appalti e l’istituzione di un Osservatorio di contrasto alla criminalità (che vogliamo sia gestito da esperti, non da nomine politiche) - spiega la Gibertoni, che è mirandolese - ricordiamo al Presidente due punti già da noi sollevati lunedì scorso in assemblea legislativa: la questione urgente delle utenze dei Map e la destinazione dei tagli ai costi dell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Proponiamo che quei soldi vadano a un fondo per le nostre piccole e medie imprese, con particolare attenzione ai piccoli imprenditori e ai commercianti dei centri storici terremotati».
Nel ricordare che le utenze dei Map vanno pagate, Gibertoni attribuisce ai maggiori costi energetici l’inadeguatezza degli stessi Map.
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