Carpi, a caccia di errori medici per incassare risarcimenti
I Difensori dei diritti del malato: «Segnalati all’ospedale sedicenti procuratori: invitiamo pazienti e parenti a non fidarsi». Per le cause ci sono 5 anni di tempo
Li hanno avvistati nei reparti, ma anche all’ingresso dell’ospedale in via Molinari. Sono presunti “procuratori legali”, o almeno così in qualche caso si sono presentati, a caccia di errori medici da cui far partire la causa legale. A lanciare l’allarme su questo malcostume è l’ufficio del Difensore dei Diritti del Malato che sul tema ha ricevuto nel tempo più di una segnalazione da parte di utenti dell’Usl. «Pazienti e loro parenti - dice Alberto Spaggiari, uno dei volontari in servizio dell’ufficio del “Ddm” - non devono lasciarsi convincere da offerte che alimentano un fenomeno pericoloso che noi chiamiamo “medicina preventiva”. I cittadini che pensano di avere subito un danno da parte del servizio sanitario pubblico, possono trovare le risposte che chiedono contattando il nostro ufficio e seguendo le sicure e rodate vie istituzionali».
I volontari del “Ddm” raccontano di episodi per certi versi inquietanti e che ricordano casi che si sono verificati nell’ambito delle onoranze funebri, quando gli operatori si contendevano i clienti presentandosi anche in anticipo dai parenti rispetto all’evento finale. Secondo quanto appreso, insomma, questi “procuratori legali” propongono il seguente accordo: il malato dà l’ok alla causa, non deve sostenere spese legali, ma d’altro canto lo studio che cura la pratica trattiene per sè il 30 per cento della somma liquidata e il 10 per cento che di norma la compagnia d’assicurazioni liquida al legale. La proposta solitamente arriva alle famiglie i cui cari sono stati sottoposti a delicati interventi operatori, oppure che si trovano ricoverati a causa di incidenti stradali. Viene la domanda: ma come fanno questi “procuratori” a sapere quali malati potrebbero essere interessati alla loro proposta? Sul tema pare vi siano alcune ipotesi ma nessuna conferma. «Il fenomeno - spiegano al Ddm - riteniamo abbia le sue fondamenta anche nella crisi economica. I pazienti si lasciano allettare da proposte di dare il via a un contenzioso con la speranza di monetizzare. Questo clima purtroppo spinge la categoria medica ad avere sempre davanti lo spauracchio della causa legale con conseguenze complessive facilmente immaginabili che non vanno a vantaggio di nessuno, incluso il malato». Spaggiari ricorda poi un particolare importante. «I malati - dice - hanno almeno 5 anni di tempo per intentare una causa per errore medico. Quindi non c’è fretta, meglio seguire l’iter istituzionale che parte con una valutazione del medico legale. Ricordo che con la nostra assistenza sono stati risolti positivamente tanti casi, dai meno gravi fino a quelli in cui sono state pagate centinaia di migliaia di euro di risarcimento».
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