Banditi “postini” rapinano 112mila euro
Castelfranco. Due armati e “coperti” da altrettanti complici all’esterno si son fatti consegnare i soldi per pagare le pensioni
CASTELFRANCO. Entrano vestiti da portalettere alle Poste, minacciano la direttrice e scappano con 112mila euro. La rapina si è svolta poco dopo le nove di ieri mattina, nel silenzio quasi più totale. La banda era composta da quattro uomini: due sono rimasti fuori a fare da “palo”, mentre altre due accedevano nella sede di via Circondaria Nord 77, a due passi dal Comune. In base a una prima ricostruzione si tratterebbe di italiani dall’accento meridionale. Indossavano l’uniforme gialloblù degli impiegati delle Poste. Difficile fare attenzione su di loro in un ufficio affollato, soprattutto in un giorno in cui molte persone erano in coda per ritirare le pensioni. Il viso parzialmente coperto da sciarpe, si sono indirizzati verso la direttrice. A quel punto hanno estratto un paio di pistole, intimandole di aprire il caveau. Nel forziere era avvenuto un deposito nella prima parte della mattina. Minacciata, la donna ha dovuto eseguire gli ordini e lasciare che i malviventi prendessero il denaro (112mila euro, coperti da assicurazione) e scappassero via indisturbati. Non è escluso che abbiano usato armi giocattolo per costringere la direttrice a obbedire al loro piano. Una volta usciti, i due si sarebbero riuniti con i complici per fuggire a bordo di una Fiat Punto. Dal loro ingresso alla fuga sono passati due minuti, forse tre. I clienti dell’ufficio non si sono accorti di quanto stava accadendo. «Ero entrato per prendere la pensione - ha raccontato uno di loro - erano circa le 8.50, era tutto regolare». Uguale sorpresa nel bar a fianco, il bar Posta, aperto dalle sei. Hanno iniziato più tardi nei negozi di fronte, in cui però nessuno si è accorto di niente. «Non è una questione di omertà - ha spiegato Claudio Lippi del negozio di fianco al bar - il fatto è che l’abbiamo saputo dopo dai nostri clienti». «Non c’è l’usanza di venire in sede - ha spiegato un postino fuori dall’ufficio - normalmente noi andiamo nelle case a consegnare la posta. Il fatto che siano stati in due è ancora più strano». Sembra però che in pochi si sarebbero potuti accorgere del travestimento prima della rapina. In più non c’è stato nessun allarme, nessun grido “fermi, questa è una rapina”, nessun inseguimento. Non è escluso che gli uomini sapessero che ieri ci sarebbe stato un deposito. Gli inquirenti dovranno confrontarsi probabilmente con esperti del settore. Le indagini sono affidate ai carabinieri. I militari stanno analizzando le immagini registrate dagli impianti di sicurezza per poter identificare gli uomini. Ieri mattina, dopo la rapina, gli uffici delle Poste sono rimasti chiusi. In decine si sono affollati davanti all’ingresso per conoscere l’accaduto. C’era il pensionato che doveva ritirare quanto gli spettava e la signora che doveva spedire una raccomandata. «Sabato gli uffici a Modena erano chiusi per San Geminiano - ha raccontato un uomo - si vede che dovrò aspettare ancora».
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