Bonaccini: Regione parte civile nei processi alla mafia emiliana
Ieri a San Felice la prima giunta regionale si è riunita in municipio. Confronto acceso con i cittadini Tanti impegni per frenare gli abusi: «Aboliremo la regola del massimo ribasso negli appalti»
SAN FELICE. La Regione parte civile nei processi sulle infiltrazioni mafiose per i danni anche d'immagine derivanti dall'inchiesta Aemilia sulla 'Ndrangheta. Lo ha annunciato ieri il presidente Stefano Bonaccini, al termine della sua prima riunione che la nuova Giunta regionale ha deciso di tenere a San Felice, in pieno cratere sismico. Una giornata simbolica e di annunci, sicuramente una passerella, ma anche una giornata intensa, perchè dopo una giunta regionale abbondantemente ovattata da polizia carabinieri e digos, nel municipio di San Felice sono arrivate anche le emozioni sul “campo”.
Quelle innescate da una rappresentanza dei cittadini: consiglieri ed ex consiglieri comunali, rappresentanti delle minoranze, dei comitati, dei residenti nei map. Con l’aggiunta di alcuni casi “sociali”, come era prevedibile attendersi. Volevano comunque risposte e progetti sulla questione delle bollette stratosferiche di Enel nei map, delle montagne all’ amianto che San Felice eredita dalla vicenda terremoto e delle concrete intenzioni della Regione rispetto all’inchiesta Aemilia. E i momenti di tensione non sono mancati, specie quando questi cittadini si sono seduti alle spalle dei giornalisti, per assistere alla annunciata conferenza stampa del presidente. Il clima si è rasserenato dopo una lunga trattativa, facilitata dall’impegno degli “intrusi” (anche se dipende dai punti di vista...) a non interferire nella conferenza stampa e dall’impegno della coppia Bonaccini-Palma Costi ad incontrare separatamente i cittadini. All’insegna del “questi sono i nostri impegni, ci siamo appena insediati, dateci il tempo di lavorare...”, il presidente ha così potuto fare il quadro dei temi trattati dalla giunta. Ovvero l’Expo, con il proposito di facilitare l’accessibilità dei viaggiatori in treno alla prossima esposizione di Milano. Poi una verifica di bilancio e una prima messa a punto del Patto per il lavoro: «L’economia sta dando segnali di ripresa, dobbiamo farci trovare pronti, puntando sull’occupazione e sul rilancio dell’ export», ha detto in sintesi Bonaccini.
Sul tema della ricostruzione post sisma e sulle emergenze che si è portata dietro, incluse le infiltrazioni mafiose, Bonaccini ha annunciato da una parte nuove ordinanze per la semplificazione delle risposte ai cittadini, e dall’altra l’intensificazione dei controlli, annunciando in quel contesto l’intenzione di partecipare ai processi che si prospettano dopo l’operazione Aemilia.
Poi il sostegno del microcredito, con la dichiarata intenzione di far prorogare la richiesta del pagamento degli interessi sui mutui per le tasse: «Abbiamo parlato con il sottosegretario De Micheli, ci diceva che dovrebbe arrivare l'ok a breve alla richiesta del sistema delle imprese del territorio sul tema dei mutui. Una proroga di un anno, dunque».
Tra gli altri impegni quello di bandire in modo sistematico il ricorso al massimo ribasso negli appalti pubblici, le cui distorsioni si sono rivelate evidenti anche nel post sisma “infiltrato”.
L’assessore Palma Costi ha invece elencato i nuovi numeri della ricostruzione, assicurando liquidazioni meno aggrovigliate per le imprese e una intesa più oliata con le Prefetture sul tema del rilascio delle White list, dopo l’incontro che si è tenuto lo scorso 21 gennaio «in tempi - ha detto Costi, che è assessore alla Ricostruzione - non sospetti», con riferimento alle decine di arresti di qualche giorno dopo.
«Questo territorio deve tornare più forte, più bello e sicuro di prima del sisma. Lo diciamo a chi volesse infiltrarsi con intenzioni malavitose: qui troverà un muro contro le mafie», ha concluso un granitico Bonaccini.
Alberto Setti
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