Nannetti: «Non riprodurre il solito modello maschile»
Il sindaco di Nonantola: «Abbiamo una sensibilità diversa, una marcia in più per ritornare al senso di comunità. Indispensabile cambiare gli orari»
Ha un modo di fare accogliente ed empatico Federica Nannetti, neosindaco di Nonantola, ma è anche una donna determinata, che sa quello che vuole per il suo paese e con una passione per la politica che viene da lontano: «Sono nata in una famiglia in cui la politica era onnipresente, se ne parlava, si faceva, ci si interessava al proprio paese. Poi nel 2002 Stefano Vaccari mi diede la possibilità di entrare nella sua Giunta. E da lì è cominciato il mio coinvolgimento diretto. Ho iniziato ad entrare davvero nelle questioni, a capire come lavorare per il mio paese. Nel 2002 ero l'unica donna in Giunta ed oggi nella mia Giunta siamo metà donne e metà uomini, quindi il cambiamento c'è stato. Almeno all'interno delle Giunte. Più difficile è per le donne farsi eleggere in consiglio, ad esempio. La maggioranza degli eletti è sempre composta da uomini. Gli uomini sono più competitivi ed individualisti, noi donne invece lavoriamo anche per la squadra, perché quello che importa, al di là dei nostri specifici interessi, è il risultato finale. Anche per la composizione della lista ho fatto davvero fatica a trovare le donne da inserire. Le ragioni sono gli impegni familiari e il fatto che riflettiamo molto prima di prenderci un impegno così importante. Vogliamo essere sicure di poterci dedicare tempo e farlo al meglio».
«Il supporto della mia famiglia è stato fondamentale - continua Federica - senza il loro appoggio non avrei mai detto di sì. Mi sento totalmente sostenuta. Questo mi aiuta a dare il meglio anche se il periodo è difficile. Quello che davvero sarebbe indispensabile è cambiare gli orari della politica, che sono prettamente maschili e che mal si conciliano alle esigenze femminili. E' un percorso che andrebbe fatto il prima possibile. Ma è senz'altro complesso e lungo da attuare».
«Cosa può portare la donna alla politica? Senz'altro una sensibilità diversa. Che va oltre l'ottica del profitto. In un momento di crisi come questo le donne penso abbiano una marcia in più, per riportare al senso di comunità. La determinazione non va di pari passo con la forza. C'è un modo di fare un'altra politica, attraverso l'ascolto, senza rinunciare alla determinazione. Una donna che fa politica deve evitare quello che secondo me è l'errore più grande: riprodurre il modello maschile nello stesso contesto. È sbagliato, non va bene. Il nostro percorso al femminile è senz'altro più lungo e difficile ma è sicuramente quello vincente nel lungo periodo». (o.g.)
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