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«Portate via l’amianto da S. Felice»

«Portate via l’amianto da S. Felice»

La richiesta dei cittadini alla Regione. E per chiudere i map altri 500mila euro

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SAN FELICE. Cinquecentomila euro per accelerare il processo di chiusura dei map, entro la fine dell’anno. È la “posta” che la giunta regionale ha messo sul tavolo di una scommessa che resta impegnativa: oggi i map occupati (escludendo quelli rurali) sono ancora 468, abitati da 1400 persone in molti casi per nulla intenzionate o “possibilitate” ad affrontare i costi di una casa “normale”.

Palma Costi ieri ha parlato del reperimento di novi alloggi disponibili, anche grazie alla ristrutturazione, per offrire una via d’uscita alle famiglie. La questione è più volte scivolata sugli arretrati, ovvero su bollette che Enel sta recapitando alle famiglie dei map, alcune da 5.000 euro. Costi ha ribadito che le regole le devono rispettare tutti, che la Regione deve sostenere e guardare a tutti, non solo ai residenti dei map. Questi ultimi chiedono invece che la Regione si faccia carico della differenza tra i costi delle bollette che erano concordati e preventivabili quando hanno accettato di entrare nei map e quelli che si sono ritrovati a pagare, a causa di “baracche” inadeguate, non coibentate, mai collaudate.

«Conosciamo le situazioni, valuteremo caso per caso», ha rassicurato genericamente la Costi.

Ma i cittadini hanno anche chiesto alla Regione di farsi carico della montagna di amianto nell’ex azienda Bianchini, e negli altri due siti ancora intonsi dove è stato scoperto il materiale cancerogeno a San Felice. Venerdì la Provincia ha sospeso il progetto della nuova ditta della moglie di Bianchini di tombare col cemento la montagna. «L’amianto a questo punto deve andarsene da qui. È quanto abbiamo chiesto a Bonaccini», conclude Francesco Masotina (nella foto con Palma Costi).

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