Rogo all’Inps: fuori uso metà degli uffici
Probabile un cortocircuito a un terminale ma la causa resta da chiarire. Nessuna serratura forzata. Intossicata una guardia
Sarebbe da ricondurre a un cortocircuito - anche se per ora non si può esclude neanche il dolo - la causa dell’incendio scoppiato domenica sera nella sede Inps di viale Reiter sul quale indagano vigili del fuoco e polizia. Il principio di rogo è stato spento in tempo, ma non prima che il fumo provocasse seri danni in vari piani dello Stabile B, al civico 76. Questa parte ieri è stata dichiarata inagibile e gli impiegati, addetti al contatto con i lavoratori autonomi, sono rimasti a casa.
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L’allarme interno antincendio è scattato poco prima delle 22 di domenica sera, quando gli uffici Inps erano chiusi fin da venerdì sera. I vigili del fuoco sono entrati trovando una densa coltre di fumo che si era accumulato durante un rogo lento a cavi elettrici e computer. Se le fiamme sono state spente in poco tempo, più difficile è stato diradare il fumo che è arrivato fino al secondo piano. Il piano terra, il punto in cui si è sprigionato l’incendio, è stato dichiarato inagibile, ma anche i due piani superiori sono rimasti danneggiati dal fumo. Si sta ancora analizzando tutto quello che è andato distrutto oltre ai computer. In particolare resta da chiarire quali e quanti documenti sono bruciati nell’archivio coinvolto dalle fiamme.
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Una guardia giurata, intervenuta dopo l’allarme, è rimasta intossicata: è stata portata al pronto soccorso; non è grave.
Gli accertamenti dei vigili del fuoco e della polizia sono tuttora in corso, gli esiti restano sotto stretto riserbo. Ieri mattina si è svolto un secondo sopralluogo. Non sono stati trovati acceleranti, tantomeno segni di effrazione: per ora non ci sono quindi segni di una volontà di appiccare il fuoco. Tuttavia, il comando dei vigili del fuoco sta indagando a tutto campo. L’ipotesi più verosimile allo stato attuale è quella di un cortocircuito per surriscaldamento di un monitor di computer o di una fotocopiatrice.
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Lo ha confermato anche il direttore Inps Francesco Cimino. Un fatto in contrasto con la prassi dell’ufficio: di solito alla chiusura vengono scollegati i computer e agli altri apparecchi con cavi elettrici proprio per evitare gli incendi. Il rogo arriva durante la chiusura del fine settimana,
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un momento in cui di solito l’ufficio viene preso d’assalto dai ladri in cerca di denaro nelle macchinette scambiasoldi e di oggetti da rubare, soprattutto in mensa e nella sala per il pubblico. Solo pochi giorni fa i sindacalisti dell’Inps hanno pubblicamente lamentato l’insufficienza della sicurezza interna di fronte ai continui furti che avvengono di domenica.
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