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«Servono più aiuti alle donne in carriera»

«Servono più aiuti alle donne in carriera»

La giovane Federica Venturelli (Pd): «Si sta trovando un equilibrio che porterà alla vera uguaglianza»

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Perchè una ragazza a 18 anni decide di impegnarsi in politica? Federica una risposta ce l’ha: «Ero disorientata perché la mia generazione non ha avuto riferimenti politici, mi manca il vissuto degli anni in cui la politica è stata tutto per il nostro Paese, penso a Berlinguer e Pertini. Siamo rimasti fermi lì e oggi ne paghiamo le conseguenze. Così, forse, l’unico modo per uscire dalla crisi di valori è impegnarsi direttamente. Ascoltando. Ecco, in questi mesi, sto soprattutto ascoltando. Non basta lamentarsi, ecco questo posso dire di averlo imparato». Parole, appunto, di Federica Venturelli, la più giovane consigliera di Modena, pronunciate quasi un anno fa, quando davanti a chi le chiedeva se stesso pensando di candidarsi in consiglio comunale scoppiava in una risata fragorosa. Poi succede che il Pd decide di candidarla e lei prende una valanga di preferenze contro le previsioni del partito. Ed oggi è in consiglio comunale.

In un anno l’impegno è cambiato, ma non la sua idea di politica attiva, in quanto giovane e in quanto donna: «Il numero delle donne in politica è cresciuto anche grazie alla doppia preferenza, passi avanti ne sono stati fatti ma l’uguaglianza deve ancora essere raggiunta. La quota donne in un momento del genere è importante perché la politica deve essere più avanti della società e cambiarla, non il contrario. Mettere metà donne e metà uomini in lista ha un senso di equilibrio che oggi è necessario e che domani mi auguro sia superato direttamente dal merito. La quota non sarà più quota maschio e quota femmina ma sarà quota merito. Questo quando le donne avranno la possibilità di potersi dedicare al lavoro e alla politica esattamente come succede agli uomini: ci sono Stati, soprattutto nel Nord Europa, dove esistono incentivi adeguati alle donne, sia sulle scelte che riguardano la maternità, sia sulle scelte che riguardano la carriera».

Federica è ottimista: «A Modena il lavoro del consigliere non ha problemi di discriminazione: parliamo di capacità e di competenza, non si considera il fatto che uno sia un consigliere o una consigliera». Ecco appunto, consigliera: c’è proprio bisogno del genere anche in questi sostantivi? «Aiutano a creare quel famoso equilibrio, ma è chiaro che la parità di genere non la si misura così». (d.b.)

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