Aemilia, perquisizioni a casa di Vincenzo Iaquinta
I carabinieri stanno effettuando alcune perquisizioni nel reggiano. Nel mirino anche l'ex campione del Mondo
Nell'ambito dell'indagine Aemilia della Dda di Bologna è in corso una perquisizione a casa di Vincenzo Iaquinta, ex attaccante della nazionale azzurra campione del mondo di calcio. Il padre, Giuseppe Iaquinta, era tra i 117 arrestati. Sempre oggi, si apprende che uno dei destinatari delle 117 misure di custodia cautelare della Dda di Bologna contro la 'Ndrangheta, l'imprenditore Palmo Vertinelli, risulta latitante. Si tratta di un imprenditore, accusato tra l'altro di associazione a delinquere di tipo mafioso e ritenuto uno dei prestanome delle cosche nel Reggiano. Nel garage della sua abitazione sono state trovate auto di lusso.
Secondo quanto si apprende, poi, dalla mattinata sono in corso altre perquisizioni collegate all'inchiesta Aemilia, e sono state sequestrate armi, munizioni e documenti.
Nel corso di una perquisizione eseguita presso l’abitazione di Giuseppe Iaquinta, a Reggiolo, sono state rinvenute due pistole (un revolver S&W cal.357 magnum ed una semiautomatica Browning cal.7,65) nonché 76 cartucce cal.38 Special e 50 cal. 32 auto, illegalmente detenute visto il provvedimento del 5 luglio 2012 emesso dalla Prefettura di Reggio Emilia, che aveva vietato di detenere armi e materiali esplodenti a seguito della sua partecipazione alla famosa riunione del 21 marzo presso il ristorante Antichi Sapori a cui parteciparono SARCONE Nicolino, SARCONE Gianluigi, SARCONE GRANDE Giuseppe, DILETTO Alfonso, BRESCIA Pasquale, PAOLINI Alfonso, IAQUINTA Giuseppe, COLACINO Michele ed altri.
Da accertamenti è emerso che le armi, custodite all’interno di una cassaforte a muro, avrebbe in realtà dovuto essere detenuto dal figlio Vincenzo, già titolare di porto d’armi scaduto nel 2012. Nel corso di perquisizione estesa presso la sua abitazione, a Quattro Castella, non sono state rinvenute altre armi.
Altre perquisizioni sono tuttora in corso presso le abitazioni dei fratelli Luigi e Rosario Iaquinta, a Reggiolo, dove sono state rinvenute, regolarmente denunciate, le armi inizialmente detenute dal padre di Iquinta e poi da questi cedute dopo che la Prefettura di Reggio Emilia.
Nel corso delle perquisizioni eseguite nei giorni scorsi sono state inoltre rinvenute e sequestrate le seguenti armi:
- 2 pistole semiautomatiche (una cal.7,65 e una cal.22) con matricola abrasa e complete di munizionamento, a casa dell’indagato MUTO Giulio;
- 1 pistola illegalmente detenuta + giubbetto antiproiettili, a casa dell’indagato MARTINO Alfonso;
- 1 pistola semiautomatica cal.9 corto color oro, con matricola abrasa, e un’apparecchiatura jammer per il disturbo delle intercettazioni, a casa dell’indagato GUALTIERI Antonio;
- 1 pistola a tamburo cal.22 “da taschino”, con matricola abrasa, a casa dell’indagato SCHIRONE Graziano.
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