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Agroalimentare, ecco i problemi

Sondaggio della Cisl tra i delegati evidenzia sotto-inquadramenti e lavoro nero

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Sotto-inquadramenti e lavoro nero. Sono i problemi più diffusi secondo il sondaggio condotto tra i delegati emiliano romagnoli Fai Cisl sul lavoro nel settore agroalimentare.

Il sondaggio, entrando nel dettaglio, mette in evidenza come nel lavoro nel settore agroalimentare la criticità maggiore riscontrata dal 36,8% dei delegati (190 quelli intervistati) sia quella dei sotto-inquadramenti, seguito dal mancato rispetto di alcune norme di sicurezza (per il 26,3%), dagli straordinari e dalle ore lavorate fuori busta (per il 21%), dai contributi non versati (13,1%) e dalle buste paga non corrispondenti al reale (13,1%). A dispetto dei risultati del sondaggio negli ultimi 5 anni sono pochi i delegati che hanno promosso cause legali o vertenze sindacali per lavoro irregolare (solo il 7,7%).

Così come solo il 12,4% di loro ha riscontrato controlli in azienda, con sanzioni nel 33,4% dei casi.

Altra caratteristica molto diffusa nel campione di aziende è il frequente utilizzo dell’appalto (menzionato dal 69% dei delegati), che tuttavia sembra non avere alcuna correlazione diretta con la presenza di lavoro grigio o lavoro nero in azienda. Lavoro nero che assume una grande rilevanza se il focus si sposta sul solo settore agricolo: il 34,2 per cento dei delegati ne ha segnalato la presenza nella propria azienda. Tra le tante proposte presentate assume un ruolo centrale proprio quella sul lavoro regolare. Proposta con cui la Fai Cisl chiede sia di approvare in tempi rapidi una legge quadro che ben definisca la rete del lavoro in agricoltura, sia di non estendere i discussi voucher.

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