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«Formigine, la città dei giovani Ma sul lavoro ci giochiamo tutto»

di Claudia Benatti
«Formigine, la città dei giovani Ma sul lavoro ci giochiamo tutto»

«Siamo riusciti a mantenere forte identità e coesione sociale, i servizi funzionano e qui si vive bene Non solo ceramica: puntiamo a fare da trampolino per le start up che vogliono misurarsi col mercato»

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FORMIGINE. «Formigine è cresciuta salvando la sua identità, siamo riusciti a scongiurare il pericolo che diventasse una città dormitorio, come è invece accaduto ad altre cittadine nell’hinterland di Modena. Qui abbiamo coesione sociale, attaccamento al territorio, una elevata percentuale di verde, servizi che funzionano, un terzo della popolazione è sotto i 40 anni. Ora stiamo lavorando per far crescere anche la progettualità economica, per sostenere le aziende giovani e quelle che già sul territorio garantiscono posti di lavoro». Maria Costi, oggi sindaco di Formigine e nella precedente legislatura assessore al bilancio, è persona concreta e precisa, soppesa parole e giudizi, ammette limiti e valorizza ciò che funziona, «perchè se c’è qualcosa che è sotto gli occhi di tutti è che a Formigine si vive bene, tanto che abbiamo aumento della popolazione e aumento della natalità».

Formigine città con una sua identità ma anche parte del distretto ceramico: le due cose stanno insieme?

«Mantenere la propria identità è fondamentale, anche quando si parla di distretto. Sulle fusioni di Comuni sono solo parzialmente d’accordo, sono scelte che vanno valutate molto bene. Sono invece assolutamente del parere che debbano essere organizzate sinergicamente funzioni e servizi perchè questo consente risparmi e maggiore efficienza».

Con l’ok al primo Poc, si dà gambe allo sviluppo urbanistico. I criteri?

«Con la recente approvazione del primo Piano operativo comunale abbiamo dato fiato alla riqualificazione urbanistica della città scegliendo di lavorare in particolar modo sull’esistente anzichè aggiungere cemento. Alle obiezioni di Legambiente, che aveva criticato la realizzazione di un nuovo centro commerciale all’ex Bonollo, rispondo che mi pare molto meglio che l’economia giri a Formigine piuttosto che altrove. Se non avessimo provveduto a dare ai cittadini questa opportunità, avrebbero cercato altri centri commerciali in Comuni vicini. E la viabilità che è stata progettata a servizio di questo centro consentirà anche, grazie al sottopasso, di ovviare alle lunghe code di auto che si formano quando passa il trenino Gigetto. Con il Poc è arrivato l’ok anche per la riqualificazione e il recupero dell’ex Maletti. Confermate la tangenziale Sud e la realizzazione del collegamento tra stradello Romano e via Giardini».

Mai dimenticare lavoro e aziende, motori dello sviluppo. Su questo fronte quali sono piani e azioni?

«Tutto gira nel verso giusto quando c’è il lavoro; questo lo sappiamo bene. E su questo fronte siamo in trincea. Qui dobbiamo riqualificare e ci stiamo lavorando. Abbiamo alcune aziende storiche di medie dimensioni, peraltro note a livello internazionale; aziende che vanno senza ombra di dubbio sostenute perché garantiscono posti di lavoro e quindi tenuta sociale. Aziende che non se ne vanno perché evidentemente sono radicate nel territorio, qui trovano i servizi e qui vogliono restare per dare continuità ai loro progetti. Mi viene sempre in mente quando Enzo Ferrari decise di fermarsi a Formigine; fu là prima di ripiegare infine su Maranello. Poi ci sono i giovani, le idee innovative, le nuove imprese che rappresentano la nostra ipoteca sul futuro. Per cercare di attrarre e agevolare questi segmenti abbiamo per esempio deciso che, nei primi tre anni di attività, le nuove aziende versino dell’Imu solo la quota che va allo Stato, il Comune rinuncia alla propria. Ci rendiamo anche conto della necessità di un incubatore per start-up, cui stiamo già pensando. Abbiamo individuato anche la zona, in mezzo al verde, un edificio che presto diverrà disponibile. Ci sono realtà costituite da giovani che sono già partite; noi vogliamo che questo processo entri a regime, non che rimanga un’eccezione o una speranza».

E veniamo al sociale, nota dolente in un clima di tagli e crisi.

«Fronte delicato quello dei bisogni espressi da chi si trova in stato di necessità e del sostegno da garantire sul fronte dello stato sociale. In questo ambito abbiamo fatto una chiara scelta di campo: il Comune non è cosa “altra” dai cittadini, non è esterno ad essi; i cittadini sono Formigine e il territorio. Quindi siamo passati da una logica assistenziale ad una basata sulla reciprocità. Noi andiamo incontro a loro, loro si rendono utili alla comunità».

E alla fine si fanno i conti. Tornano quelli del Comune?

«Formigine ha ricevuto di recente l’Oscar del bilancio: trasparenza, lungimiranza, chiarezza, partecipazione le qualità riconosciute. Abbiamo scelto la strada del bilancio sociale perché, ogni giorno, io stessa percepisco fisicamente la rabbia dei cittadini per tasse, balzelli, tariffe. Con i soldi pubblici, quelli della gente, non si scherza mai e noi qui siamo parecchio seri!».

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