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Maniaco offriva soldi e droga ai minori

di Francesco Dondi
Maniaco offriva soldi e droga ai minori

Il 25enne adescava le vittime sui social: almeno dieci ragazzini coinvolti. Indagini partite dalla denuncia di un genitore

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Ora si trova in carcere con le accuse di adescamento di minori, prostituzione minorile e detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Un 25enne di Modena è infatti stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Sassuolo perché attraverso social network e piattaforme telematiche adescava i ragazzini, proponendo soldi e droga in cambio di prestazioni sessuali o esibizioni in webcam.

L’indagine partita dal distretto ceramico ha preso le mosse da una segnalazione di un genitore. Sul telefonino del figlio minorenne aveva infatti trovato un filmato esplicito di sesso, che vedeva protagonisti due persone. La sensazione iniziale è che si trattasse di rapporto tra giovanissimi tanto che i carabinieri hanno avviato gli accertamenti soltanto per la diffusione di materiale pornografico. Ma ben presto i militari, coordinati dal capitano Picciolo e diretti dalla procura del tribunale dei Minori di Bologna, hanno scoperto una realtà ben diversa e molto più allarmante.

Uno dei due maschi presenti nel filmato depositato in caserma non era un minorenne, bensì un 25enne modenese. Erano quindi cambiate le prospettive su cui indagare tanto che gli uomini dell’Aliquota Operativa si sono messi sulle sue tracce. Hanno scandagliato decine di profili sui social network, arrivando infine ad identificarlo. Il maniaco non si presentava con la propria identità, ma aveva creato profili di fantasia, sfruttando una foto che lo rendesse il più simile possibile ad un adolescente. E da quei profili - su vari social network - aveva iniziato a tessere la perfida tela. Si metteva in contatto con le ignare vittime, entrava in sintonia scambiando conversazioni via chat tali da non farli impensierire e con il tempo colpiva. Arrivava infatti il momento in cui la proposta sessuale diventava esplicita. Soldi o droga - in particolare hascisc - per prestazioni omosessuali o “spettacoli” via webcam oppure foto esplicite. E se qualcuno rifiutava o cercava di interrompere quell’amicizia virtuale fioccavano le minacce e le intimidazioni. Tutto materiale che i carabinieri hanno trovato all’interno del suo computer di casa durante la perquisizione e del successivo arresto.

Al momento i militari sassolesi hanno la certezza di almeno due rapporti sessuali consumati - non è stato ravvisato il reato di violenza sessuale dal momento che i rapporti erano consenzienti - e di almeno una decina di ragazzini caduti nella trappola dell’orco. Ma le indagini andranno inevitabilmente avanti ora che gli investigatori hanno a disposizione il computer e il telefono cellulare del 25enne. Saranno vagliati nei dettagli, andando a spulciare tutte le conversazioni interattive portate avanti nel tempo e si potrà anche verificare se l’uomo avesse creato un database delle proprie vittime o se, ancora peggio, fosse dedito a commercializzare le foto o i filmati amatoriali in circuiti illegali. Ma si dovrà anche accertare se il giro di minori adescati sia circoscrivile al solo modenese o se gli episodi siano estesi anche alle province limitrofe.

Quando i carabinieri hanno suonato al suo campanello, il 25enne è rimasto addirittura sorpreso per quella visita inaspettata. Non ha cercato di giustificarsi - semmai dovrà farlo davanti ad un giudice - ma ha dato la sensazione ai militari di non sapere perfettamente a cosa andasse in contro intrattenendo quei rapporti illegali e che suscitano ribrezzo.

@francescodondi

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