Così continua la dinasty dei Pellacani...
Dal rettore e candidato sindaco Giancarlo, al fratello Giuseppe che oggi è in consiglio comunale
Quella dei Pellacani è ormai una vera e propria dinastia modenese legata all’impegno politico.
Soltanto Giovanni era, fino ad oggi, rimasto lontano da ruoli elettivi di peso nella vita della città e delle istituzioni. Con il suo passo verso la poltrona di Medicina anche l’altro erede dell’ex rettore Giancarlo Pellacani avrà un impegno piuttosto gravoso al di fuori del suo incarico di direttore della clinica dermatologica.
È vero che la politica vera è un’altra cosa, ma non si può non notare come sia il fratello che il padre abbiano posto il loro impegno civico al servizio di Modena nel corso degli anni. Anagraficamente si comincia dal professor Giancarlo Pellacani, al quale si deve, che piaccia o no, la sviluppo dell’università di Modena che ha avuto il suo boom negli anni Novanta sotto il suo lungo rettorato. Pellacani senior, una volta lasciata la poltrona di via Università, è diventato protagonista anche sul piano politico. Nel 2009 arrivò la candidatura a sindaco alla quale è seguita l’ingresso in consiglio comunale, prima con la lista civica, poi con l’Udc. Un ruolo, quello ricoperto da Pellacani che fece anche il vicepresidente del consiglio, che lui stesso interpretò in modo rigoroso, dimostrandosi, insieme a pochi altri, voce di una opposizione che a Modena era ormai cosa rara.
Le ultime elezioni, quelle del giugno scorso, avevano invece portata alla ribalto l’altro Pellacani junior, Giuseppe. È stato lui il volto che ha provato a riunire il centrodestra, riuscendoci solo in parte con un risultato che certamente non ha avuto lui come responsabile, ma piuttosto i partiti che lo sostenevano. Giuseppe Pellacani, da sempre vicino all’Udc sebbene non avesse mai ricoperto un ruolo pubblico di primo piano in città, è entrato in assemblea proprio sotto questo simbolo per poi lasciarlo, il 15 gennaio scorso, ed unirsi al gruppo consiliare di Forza Italia.
Nella campagna elettorale Pellacani si era messo in evidenza per posizioni anche piuttosto nette rispetto al partito di governo, ma sempre riportate con grande garbo e senza presunzione o urla: da buon avvocato ha però subito capito che la politica è una brutta bestia. Ed ora, nel ruolo di consigliere, prova a dare man forte a Forza Italia, che ha parecchio bisogno. (d.b.)
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