Gazzetta di Modena

Modena

Dall’Appennino alla Bassa quante chiusure alle Poste

di Nicola Calicchio

Cessano l’attività 4 uffici e in altri 9 è prevista la riduzione dei giorni d’apertura Stop anche agli Shop interni per avere più personale da collocare agli sportelli

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Nuova cura dimagrante di Poste Italiane nel modenese. L'azienda si appresta ad attuare nuove chiusure (53 in Regione) e rideterminazioni (in totale 34) di alcuni uffici postali. Nella nostra provincia i tagli sono in agenda specialmente in Appennino e nella Bassa. Si vanno a colpire alcune località già ferite per eventi naturali, mettendo ancora più in difficoltà le persone anziane che non hanno mezzi per raggiungere gli altri uffici postali. Poste Italiane vuole chiudere i seguenti uffici: Rivara di San Felice, Fossa di Concordia, Motta di Cavezzo e Romanoro di Frassinoro. Ma sono tante le sedi che, pur non chiudendo, si vedranno ridurre ad un solo giorno (o al massimo due o tre) l'apertura settimanale. La riorganizzazione riguarda le seguenti sede: Ciano, Fontanaluccia, Riccò, Monteombraro, Samone, Trentino di Fanano, Varana, Villafranca e Vitriola. Come si può notare la riduzione di apertura giornaliera interessa soprattutto gli uffici della località appenninica. Specialmente d'inverno, quando le condizioni atmosferiche sono più critiche, le persone anziane sarebbero in grossa difficoltà per raggiungere gli uffici postali più vicini. La scure di Poste Italiane si abbatterà anche anche su alcuni uffici di grandi dimensioni come Vignola, Sassuolo e Carpi dove verranno chiusi servizi di Poste-shop, quelli cioè che vendono prodotti postali. Il motivo? Reclutare personale da collocare alla sportelleria. Gli incontri avuti nei giorni scorsi tra sindacati e Azienda non hanno portato a nulla di concreto. Poste è decisa ad attuare quanto programmato. Pronta la risposta da parte dei sindacati: il 29 gennaio hanno aperto con l'Azienda il conflitto di lavoro e chiedono immediatamente un tavolo negoziale per cercare di scongiurare la chiusura delle sedi ma anche per i tanti problemi ancora irrisolti.. Le sigle sindacali Slp-Cisl, Slc-Cgil e Uil-Poste denunciano: la cronica carenza di organici che impedisce la corretta copertura delle postazioni di sportello, delle sale consulenze, dei corner, dei ruoli specialistici con gravi ricadute sui lavoratori e sulla clientela; ricorso continuo ai distacchi per coprire carenze strutturali con ritardi di mesi nei pagamenti delle missioni e rimborsi spese; pressioni inadeguate sulla conformità e sullo smaltimento delle code con inaccettabili risultati disciplinari; mancata applicazione e/o non rispetto verbale delle ferie del 26/11/2014; strumenti e attrezzature obsolete e non a norma; corsi di formazione e convocazioni commerciali fatte al di fuori dell'orario di lavoro che non vengono retribuite come straordinario. Altro problema caldo riguarda il recapito ma è stato deciso che se ne riparlerà nella prossima primavera. E intanto i portalettere sono costretti agli abbinamenti delle zone.

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