Gazzetta di Modena

Modena

Hera, il Pd stringe sugli stipendi ma c’è chi frena sui tempi

Hera, il Pd stringe sugli stipendi ma c’è chi frena sui tempi

Si parla di nomine e soprattutto si parla di tetto agli stipendi nelle società partecipate. E il Pd? Il Pd si divide. Tutti d’accordo nel ritenere che si debba agire, sono i metodi a fare la...

2 MINUTI DI LETTURA





Si parla di nomine e soprattutto si parla di tetto agli stipendi nelle società partecipate. E il Pd? Il Pd si divide. Tutti d’accordo nel ritenere che si debba agire, sono i metodi a fare la differenza. È così che è nato, più in fretta di quanto qualcuno non credesse, l’ordine del giorno che oggi sarà discusso e centrerà la sua attenzione sul caso di Hera, da sempre indicata come l’esempio lampante di stipendi troppo onerosi per i suoi dirigenti. Si viaggia a centinaia di migliaia di euro.

Una fetta del partito, infatti, era per accelerare anche per dare un segnale in termini di equità. Altri, invece, come la consigliera Simona Arletti, avrebbero preferito posticipare il tutto dopo un incontro con i vertici di Hera nominati dal Comune. Cosa cambia? In realtà ben poco anche perchè una cosa è certa: gli attuali vertici resteranno in carica fino al 2017, e fino ad allora non potrà essere fatto formalmente nulla, salvo clamorosi colpi di scena.

Oggi in consiglio comunale a Modena la proposta di delibera sulla definizione degli indirizzi per le nomine e le designazioni dei rappresentanti del Comune in enti, aziende, istituzioni e società partecipate, che recepisce le indicazioni di un ordine del giorno approvato dall'assemblea nel corso della passata legislatura. Nel provvedimento, che aggiorna e semplifica le norme in vigore dal 1995, si esplicita l'impossibilità al superamento dei due mandati e al cumulo degli incarichi, salvo per le figure istituzionali o i dipendenti pubblici che svolgano il compito nell'ambito della propria attività, senza costi ulteriori per l'ente, mentre si introducono il critero dell'equilibrio di genere e la possibilità di avanzare eventuali autocandidature.

«Questa delibera - sottolinea la consigliera Pd Giulia Morini, che ne ha seguito le diverse fasi - rappresenta la conclusione di un percorso iniziato la scorsa consigliatura con un ordine del giorno del Gruppo Pd. In quella mozione chiedevamo che la Giunta si dotasse di nuovi criteri per l'attribuzione di incarichi in enti, istituzioni e partecipate, con particolare attenzione all'accesso, alla trasparenza delle procedure e al merito, anche in presenza di elementi fiduciari prevalenti».

«Quanto auspichiamo con questo odg - spiega il consigliere Pd Marco Forghieri, primo firmatario del documento - non è semplicemente utile in un'ottica di risparmio e razionalizzazione delle risorse che possono essere così meglio impiegate per investimenti, rimanendo all'interno aziende stesse. In questo momento di crisi, infatti, la politica è stata chiamata a dare il buon esempio e così anche le società sotto il controllo pubblico saranno chiamate ad adeguarsi ai tempi che cambiano». (d.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google