Gazzetta di Modena

Modena

«I bandi? I responsabili sono solo i funzionari»

di Francesco Dondi
«I bandi? I responsabili sono solo i funzionari»

Finale. ‘Ndrangheta e arresti: in Consiglio il sindaco si giustifica, sala gremita Le opposizioni scatenate: «Tua la responsabilità politica, rassegna le dimissioni»

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FINALE. Che fosse una serata anomala lo si intuiva ben prima dell'inizio del consiglio, quando la sala in cui sarebbe andata in scena la discussione su arresti, ’ndrangheta e inchiesta della Dda, era già stracolma. Almeno 150 persone sono accorrse per ascoltare il sindaco Fernando Ferioli, le sue deduzioni e le riflessioni sul futuro politico della città. Ferioli ha difeso l'operato dell'amministrazione elencando i 15 milioni di euro di lavori gestiti dall'ufficio Lavori Pubblici, gli 8,6 dai fondi europei e la corsa post terremoto tra il 2012 e il 2013. Ma di fronte agli addebiti legati al mancato controllo dell'operato di Giulio Gerrini, il responsabile Lavori Pubblici ai domiciliari per abuso d'ufficio continuato a favore della Bianchini, il sindaco scarica il funzionario cercando di giustificarsi. «Non mi sono mai intromesso nei bandi di gara - ha detto - cosa si sarebbe pensato di un sindaco che vuole interessarsi di questioni economiche che competono a un funzionario? Ci sono imprese di Finale che si sono lamentate perché hanno lavorato poco; cosa potevo fare? La legge dice che sono i funzionari i responsabili del corretto funzionamento degli uffici. Per dovere di trasparenza, su quasi 9 milioni di lavori la famiglia Bianchini ha avuto incarichi per 300mila euro». Dall'altra parte però la richiesta di dimissioni si è alzata potente: le hanno invocate i Stelle con i cartelli, con urla e striscioni il comitato Finale Emilia Terremotata Protesta, ma soprattutto le hanno chieste i consiglieri di opposizione le cui segnalazioni sono finite nell'ordinanza di arresto del gip. Maurizio Boetti si è soffermato sulle regolarità amministrative («Ho chiesto 12mila pagine di documenti, segnalando a questa giunta i problemi evidenti ma si sono disinteressati. Eppure i problemi legati a Bianchini e ad altre situazioni erano chiari»). Lorenzo Biagi ha evidenziato come la Ios, impresa di Alessandro Bianchini fondata dopo l'esclusione dalla white list dell'azienda del padre, abbia lavorato subito in barba a ogni regola: niente domanda di iscrizione in prefettura e senza i 5 anni necessari per partecipare ai bandi pubblici. «Questo dovevate saperlo - tuona - o almeno dopo le nostre sollecitazioni dovevate informarvi. Non ci sono le premesse per farvi continuare ad amministrare il paese, dimettetevi anche senza imputazioni a vostro carico». Maurizio Poletti: «È il punto più basso toccato da questa città. Bravi i carabinieri a far emergere questo schifo fatto di irregolarità, mafia e infiltrazioni. Gerrini ha aiutato Bianchini, lo dicono le carte, e il sindaco è in collegamento: si dimetta, siamo al centro di un'illegalità unica con 70 determine irregolari, lavori postumi o affidate a imprese non regolari. Il centro monocratico di potere tra sindaco e Gerrini è assodato». Andrea Ratti, capogruppo Pd, si sente tradito: «Ho pensato ai generosi donatori e volontari del post-sisma. Provo una delusione enorme e penso ai danni che ci hanno arrecato persone senza scrupoli. I nostri anticorpi sono saltati, il sindaco si è fidato della struttura prendendosi le responsabilità politiche. I controlli non gli competono, lui deve verificare che le cose vengano fatte. Siano i giudici a sentenziare su Gerrini. Se ha sbagliato pagherà, ma io mi fido del sindaco e della sua onestà».

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