Il sarcofago nei dialoghi segreti con Arpa
Il 7 dicembre 2012 si parlava già del famoso sarcofago di cemento sull’amianto nella ditta Bianchini, progetto poi passato alla nuova ditta della moglie di Bianchini e sospeso la scorsa settimana...
Il 7 dicembre 2012 si parlava già del famoso sarcofago di cemento sull’amianto nella ditta Bianchini, progetto poi passato alla nuova ditta della moglie di Bianchini e sospeso la scorsa settimana dalla Provincia, dopo gli arresti. Augusto è in macchina con Vignali. Secondo i carabinieri nel piazzale dell'azienda: i due parlano della necessità di rimuovere il materiale presente in discarica e Vignali «si raccomanda di fare attenzione quando rimuoveranno quello contaminato (“... qui però c’abbiam buttato della roba… bisogna stare attenti a questa roba qui…”). Bianchini - ricorda il giudice - sottolinea di voler realizzare una discarica autorizzata... in ultimo Vignali si ripromette di parlarne con il sindaco di San Felice perché probabilmente, trattandosi di zona urbanizzata, non sarà necessaria l'autorizzazione regionale».
Il 12 dicembre nell’auto di Bianchini - intercettata con una microspia - con Vignali c’è anche un ospite illustre: Luigi Parenti, dirigente di Arpa Modena.
«Vignali - scrive l’ordinanza - spiega al funzionario Arpa che il titolare della Bianchini costruzioni, per evitare di sobbarcarsi costi di smaltimento esorbitanti, intenderebbe macinare l'amianto con il cemento in modo da inertizzarlo e vorrebbe chiedere l'autorizzazione per realizzare una apposita discarica nel sito della società, mediante scavo, membrane impermeabili e successivo interramento del materiale contenente amianto».
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