Gazzetta di Modena

Modena

DECINE DI MULTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE

In via Cavazza chilometro di auto in divieto di sosta

di Stefano Totaro
In via Cavazza chilometro di auto in divieto di sosta

Via Cavazza: una situazione limite, dove impera la sosta selvaggia, dove la Municipale, chiamata più volte a intervenire, arriva e , costretta dall’evidenza, mette mano ai taccuini e , con due...

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Via Cavazza: una situazione limite, dove impera la sosta selvaggia, dove la Municipale, chiamata più volte a intervenire, arriva e , costretta dall’evidenza, mette mano ai taccuini e , con due squadre, appioppa decine e decine di multe. Una prima pattuglia, a dire la verità, quando si è trovata davanti ad una fila chilometrica di auto in divieto di sosta all’ombra del cartello col disegnino della rimozione, si era un attimo “fermata”: gli agenti hanno chiesto lumi alla centrale. La risposta è stato l’invio di un rinforzo e poi via con le multe. Forse non si voleva creare un altro caso, simile a quello delle auto in sosta lungo la tangenziale vicino al locale Puro, graziate quella volta dalla Municipale. Ma vediamo come è la situazione in via Cavazza, così come la illustra il titolare di una attività in loco: «Prima o poi qualcuno in via Cavazza si farà del male o per lo meno, in caso d’incidente, qui i danni saranno davvero rilevanti. Noi che abbiamo un’attività ma anche i tanti residenti si trovano in una situazione assurda: camion che transitano avanti e indietro ad ogni ora del giorno e della notte, file di auto parcheggiate in divieto che stringono ulteriormente il passaggio di una strada non certo larga. Ma non è finita, nel lato dove sarebbe lecito mettere l'auto, si è formata una palude. Quello che prime era un’aiuola ora si è trasformata in un’ara fangosa dove le auto si impantano, si bloccano. Chi ha provato a uscirne ha usato di tutto, pallet, cartoni, pedane. E tutto è stato lasciato sul campo».

In effetti, in questi giorni di pioggia, l’impatto è desolante: parcheggio selvaggio, auto in palude, fanghiglia e traffico reso difficile dalle tante vetture in fila, in divieto di sosta. E quel tante vuol dire centinaia di automobili: una fila di abusivi lunga almeno un chilometro se non di più. Chi lavora in zona ormai si è abituato a questa comodità. Chi non trova sul lato “asciutto”” deve finire sui quello dove un tempo l’aiuola era compatta ma che ora, a forza dell’utilizzo, è tutta una coperta di fango e acqua.

Il commerciante che ha segnalato la situazione rincara: «Io, per la mia attività, esco ed entro con un camion più volte e spesso devo “combattere” per uscire. A volte trovo chi lascia l’auto non proprio davanti al cancello ma quasi, altre volte in modo da non permettere l’uscita. Sono costretto a chiamare la polizia municipale almeno tre volte alla settimana. Prima la situazione era impossibile, poi è stato, finalmente, collocato un divieto che dovrebbe “proteggere” la strada da un lato. Eppure, come detto, c’è chi lascia la vettura quasi in mezzo, tendendo impossibile il passaggio. A me la Municipale ha proposto di dotarmi di passai carrai, ma il problema generale non si risolve con micro interventi fra l’altro privati. È l’intera strada che ha bisogno di un intervento, di una “strigliata”: non è possibile che per la presenza di alcune attività ci sia nelle ore diurne un assalto di vetture in sosta sia in divieto che in palude».

Quanto alla palude è più che mai auspicabile anche un intervento ad hoc.

Come detto, ieri verso le 16.40, una pattuglia dei vigili urbani è arrivata in via Cavazza, forse chiamata dopo un ennesimo sollecito. E come sempre si è trovata davanti il chilometro di auto in divieto. Un po’ di cassa facile facile? Gli agenti hanno candidamente ammesso di trovarsi di fronte a tante, troppe auto e per questo hanno chiesto lumi al comando su come comportarsi. Alla fine una mattanza.

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