In via Cavazza chilometro di auto in divieto di sosta
Via Cavazza: una situazione limite, dove impera la sosta selvaggia, dove la Municipale, chiamata più volte a intervenire, arriva e , costretta dall’evidenza, mette mano ai taccuini e , con due...
Via Cavazza: una situazione limite, dove impera la sosta selvaggia, dove la Municipale, chiamata più volte a intervenire, arriva e , costretta dall’evidenza, mette mano ai taccuini e , con due squadre, appioppa decine e decine di multe. Una prima pattuglia, a dire la verità, quando si è trovata davanti ad una fila chilometrica di auto in divieto di sosta all’ombra del cartello col disegnino della rimozione, si era un attimo “fermata”: gli agenti hanno chiesto lumi alla centrale. La risposta è stato l’invio di un rinforzo e poi via con le multe. Forse non si voleva creare un altro caso, simile a quello delle auto in sosta lungo la tangenziale vicino al locale Puro, graziate quella volta dalla Municipale. Ma vediamo come è la situazione in via Cavazza, così come la illustra il titolare di una attività in loco: «Prima o poi qualcuno in via Cavazza si farà del male o per lo meno, in caso d’incidente, qui i danni saranno davvero rilevanti. Noi che abbiamo un’attività ma anche i tanti residenti si trovano in una situazione assurda: camion che transitano avanti e indietro ad ogni ora del giorno e della notte, file di auto parcheggiate in divieto che stringono ulteriormente il passaggio di una strada non certo larga. Ma non è finita, nel lato dove sarebbe lecito mettere l'auto, si è formata una palude. Quello che prime era un’aiuola ora si è trasformata in un’ara fangosa dove le auto si impantano, si bloccano. Chi ha provato a uscirne ha usato di tutto, pallet, cartoni, pedane. E tutto è stato lasciato sul campo».
In effetti, in questi giorni di pioggia, l’impatto è desolante: parcheggio selvaggio, auto in palude, fanghiglia e traffico reso difficile dalle tante vetture in fila, in divieto di sosta. E quel tante vuol dire centinaia di automobili: una fila di abusivi lunga almeno un chilometro se non di più. Chi lavora in zona ormai si è abituato a questa comodità. Chi non trova sul lato “asciutto”” deve finire sui quello dove un tempo l’aiuola era compatta ma che ora, a forza dell’utilizzo, è tutta una coperta di fango e acqua.
Il commerciante che ha segnalato la situazione rincara: «Io, per la mia attività, esco ed entro con un camion più volte e spesso devo “combattere” per uscire. A volte trovo chi lascia l’auto non proprio davanti al cancello ma quasi, altre volte in modo da non permettere l’uscita. Sono costretto a chiamare la polizia municipale almeno tre volte alla settimana. Prima la situazione era impossibile, poi è stato, finalmente, collocato un divieto che dovrebbe “proteggere” la strada da un lato. Eppure, come detto, c’è chi lascia la vettura quasi in mezzo, tendendo impossibile il passaggio. A me la Municipale ha proposto di dotarmi di passai carrai, ma il problema generale non si risolve con micro interventi fra l’altro privati. È l’intera strada che ha bisogno di un intervento, di una “strigliata”: non è possibile che per la presenza di alcune attività ci sia nelle ore diurne un assalto di vetture in sosta sia in divieto che in palude».
Quanto alla palude è più che mai auspicabile anche un intervento ad hoc.
Come detto, ieri verso le 16.40, una pattuglia dei vigili urbani è arrivata in via Cavazza, forse chiamata dopo un ennesimo sollecito. E come sempre si è trovata davanti il chilometro di auto in divieto. Un po’ di cassa facile facile? Gli agenti hanno candidamente ammesso di trovarsi di fronte a tante, troppe auto e per questo hanno chiesto lumi al comando su come comportarsi. Alla fine una mattanza.
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