Perquisita la casa di Vincenzo Iaquinta
L’ex bomber della Nazionale doveva detenere le armi trovate invece al padre, arrestato dalla Dda
Sul fronte reggiano dell’inchiesta Aemilia, i carabinieri di Modena hanno perquisito ieri anche la mega villa dell’ex calciatore della Nazionale, Vincenzo Iaquinta. I militari si sono presentati nella sua residenza di Roncolo di Quattro Castella, alla ricerca di armi. L’iniziativa è la diretta conseguenza della perquisizione eseguita il giorno prima nell’abitazione di Reggiolo del padre Giuseppe, arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Bologna. Nella casa di via Chopin custoditi in una cassaforte chiusa a chiave, che i militari avevano trovato due pistole – un revolver S&W calibro 357 magnum e una semiautomatica Browning calibro 7,65 – nonché 76 cartucce calibro 38 Special e 50 calibro 32 auto: armi e munizioni che non avrebbero dovuto trovarsi in disponibilità dell’imprenditore edile di origine cutrese, dal momento che il 5 luglio del 2012 era stato colpito dal divieto di detenere armi emesso dall’ex prefetto di Reggio.
Quelle armi, invece, avrebbero dovuto essere a casa di Vincenzo (il cui porto d’armi, per altro, risulta scaduto nello stesso anno) e non a casa del padre. Ieri altre perquisizioni sono state effettuate nelle abitazioni dei fratelli Luigi e Rosario Iaquinta, a Reggiolo, dove sono state rinvenute regolarmente denunciate le armi inizialmente detenute dal padre Giuseppe e poi da questi cedute sempre a causa dello stesso provvedimento di divieto di detenere armi e materiali esplodenti. Nel corso delle perquisizioni eseguite nei giorni scorsi erano state inoltre rinvenute e sequestrate altre numerose armi. Nello specifico: due pistole semiautomatiche (una calibro 7,65 e una calibro 22) con matricola abrasa e complete di munizionamento a casa di Giulio Muto; una pistola illegalmente detenuta e un giubbetto antiproiettili a casa di Alfonso Martino; una pistola semiautomatica calibro 9 corto color oro con matricola abrasa, e un’apparecchiatura jammer per il disturbo delle intercettazioni, a casa dell’indagato Antonio Gualtieri; una pistola a tamburo calibro 22 “da taschino” con matricola abrasa, a casa di Graziano Schirone. Ancora non è stato trovato Palmo Vertinelli, latitante dal giorno del blitz scattato anche nella sua abitazione di Montecchio.
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