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Perquisizione in Confagricoltura Indagati presidente e 2 direttori

di Carlo Gregori
Perquisizione in Confagricoltura Indagati presidente e 2 direttori

La guardia di finanza fa luce sulle mediazione per la cessione di quote latte avvenute nel passato Sequestrati documenti. La Bergamaschi: «Coinvolta con la Caselli come atto dovuto, ma non so nulla»

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Dopo il patronato Enapa indagato per truffa ai danni dello Stato, ora arrivano altre accuse per la sede provinciale di Confagricoltura.

L’altra mattina nella sede di via Diena tre avvisi di garanzia sono stati consegnati ai dirigenti: il presidente Eugenia Bergamaschi, l’attuale direttore Maria Luisa Caselli, in carica da un anno, e il precedente direttore Pier Luigi Bolognesi, rimasto in carica fino al 30 aprile 2013. Contestualmente, la guardia di finanza ha proceduto a una perquisizione di alcuni archivi cercando la documentazione sulle pratiche per le intermediazioni sulle quote latte.

Amareggiata Eugenia Bergamaschi: «L’avviso di garanzia è arrivato come rappresentante dell’associazione. È un atto dovuto. Così come quello per la direttrice Caselli. Detto questo, ribadisco che non so assolutamente nulla delle quote latte né di eventuali illeciti e l’ho detto anche alla guardia di finanza».

In un comunicato di qualche ora dopo, Confagricoltura ha ribadito di essersi messa subito a disposizione delle “fiamme gialle” e della Procura «esprimendo la massima fiducia alla magistratura».

L’impressione generale è che i tre avvisi di garanzia arrivino all’inizio di una complessa indagine nata dalla segnalazione di alcuni illeciti commessi nelle pratiche. Illeciti che però non paiono riguardare l’attuale dirigenza di Confagricoltura, ma quella di un periodo precedente, e in ogni caso gli impiegati che si sono occupati di queste pratiche e che per ora non sono stati coinvolti nella inchiesta.

L’indagine riguarda le attività di intermediazioni nella cessione delle quote latte - attività del tutto legittima - che nella sede modenese si sono svolte per un decennio in un ambito nazionale. Questa inchiesta è la seconda che la guardia di finanza conduce in via Diena: in settembre le “fiamme gialle” avevano sequestrato documenti del patronato Enapa. L’indagine è appena terminata e si sospetta che tre dipendenti abbiano manomesso pratiche di invalidità civile incassando 15mila euro non spettanti. Ma in questo caso Confagricoltura Modena non c’entra: ospita solo il patronato che fa capo però alla sede nazionale di Roma.

Sul caso interviene anche il Mab (Movimento agricolo di base) “Nuova Cittadinanza”: «Precisiamo che non si tratta di un unicum di un meccanismo del tutto consolidato messo in atto anche da altre associazioni di categoria. Molte aziende che si trovano a splafonare hanno dovuto cedere la ricatto ma la compravendita non ha provocato solo l’arricchimento personale di qualche malfattore ma ha creato un altro danno: l’alterazione del valore di mercato delle quote. Noi non abbiamo mai voluto cedere al ricatto».

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