“Residence Garibaldi” con vista parco
La Cdp: «Nell’ex-caserma realizzeremo un complesso con appartamenti». Italia Nostra è già pronta a dare battaglia
L'abbandonata e cadente ex caserma Garibaldi, ossia la testimonianza del millenario monastero benedettino di San Pietro collocato in viale della Rimembranza, diventerà un amplissimo comparto residenziale. Appartamenti di lusso, insomma, come scrive nero su bianco la società società proprietaria "Cassa Depositi e prestiti investimenti Sgr".
Lo scorso anno il prezioso immobile, già sede del Distretto militare cittadino, è passato dal Demanio statale a questa società fondata nel 2009 da Cassa Depositi con Acri-Fondazioni bancarie e Abi-associazione bancaria italiana. I fini della società sono tre: la vendita immediata degli immobili detenuti in portafoglio, la riqualificazione e la successiva vendita, l'affitto.
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Per la Garibaldi la situazione sembra destinata a evolversi prima in un restauro (ma quando?) con trasformazione in complesso residenziale, e successivamente la dismissione a eventuali privati. L'affitto sembra infatti tramontato dopo la decisione del Ministero dell'Interno di non trasferire nell'ex monastero la sede della Prefettura, per non parlare dell'ipotesi di una vendita immediata di un immobile ampio 3600 metri quadrati devastato dall'incuria.
Che la situazione necessiti di una rapida evoluzione non è un mistero: da anni, ormai, la Gazzetta segnala questa pericolosa situazione e pochi giorni fa il sindaco Muzzarelli ha spedito una lettera al direttore generale di "Cdp Investimenti" Marco Sangiorgio.
Nella sua lettera-appello il primo cittadino sollecita «Interventi urgenti per la messa in sicurezza dell'ex Garibaldi» ricordando che questi «Interventi urgenti sull'edificio servono oltre che ai fini della tutela dell'incolumità pubblica, anche per evitare infiltrazioni d'acqua provenienti dalla copertura che risulta considerevolmente danneggiata e che potrebbero provocare crolli e danni alle strutture monumentali».
Si va dunque verso la trasformazione in alloggi di lusso per il luogo dove dal 983 hanno dimorato i monaci, dove nel '500 ha scolpito il grande Antonio Begarelli e dove hanno poi dimorato militari. Non pare un percorso semplice nonostante alla voce "valorizzazione" la Cdp Investimenti annunci la "Realizzazione di un complesso a destinazione residenziale". I motivi li cita la stessa società proprietaria nella scheda dell'immobile: l'edificio è vincolato dal Ministero dei beni culturali ed è "Incluso nel Piano Unitario di Valorizzazione del Comune di Modena.
L'intervento è attuabile mediante piano attuativo". Italia Nostra, di cui non è difficile immaginare la contrarietà alla trasformazione in appartamenti dell'ex Garibaldi, a seguito degli articoli apparsi sul nostro giornale, nel dicembre 2012 spedì due esposti alla Procura della Corte dei conti di Bologna e alla Procura di Modena per chiedere di intervenire.
In oltre due anni dai tribunali interpellati a Italia Nostra non è arrivata alcuna risposta: che fine hanno fatto quegli esposti? «Esaurita la funzione militare - scrive nell'esposto Giovanni Losavio, presidente di Italia Nostra Modena - lo Stato è scandalosamente inadempiente all'obbligo della conservazione dello storico edificio e l'abbandono di ogni cura manutentiva ha avviato un processo di progressivo deterioramento che già ha compromesso la sicurezza delle stesse strutture essenziali del fabbricato, neppure protetto, come sarebbe stato agevole provvedere e con ben poca spesa, da intrusioni degradanti e occupazioni abusive».
L'associazione nazionale di tutela spiega nell'esposto che si sarebbe incorso in danni erariali e reati amministrativi e penali legati agli articoli 30, 39 e 170 del Codice dei beni culturali e del paesaggio ("Lo Stato ha l'obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di sua appartenenza" e il ministero dei beni culturali deve conservare l'edificio). Ci sono poi gli articoli 40 e 635 del Codice penale relativi alla custodia del bene e all'inadempienza degli obblighi di cura conservativa.
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