Spese pazze, Bonaccini non c’entra
Archiviata la posizione del presidente : «Io ho sempre rispettato le regole»
La posizione del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini è stata archiviata: lo ha deciso il Gip di Bologna Domenico Panza. Bonaccini era indagato per peculato nell'indagine sull'uso dei fondi dei gruppi del consiglio regionale nella passata legislatura, tra giugno 2010 e dicembre 2011.
Gli venivano contestate spese per 4 mila 140 euro e a settembre l'allora candidato alle Regionali aveva chiesto di farsi sentire, poi la Procura aveva formulato richiesta di archiviazione. Il giudice ha quindi accolto la richiesta. L'inchiesta sulle spese dei gruppi si era chiusa con 42 avvisi di fine indagine.
Le voci di spesa che erano state contestate a Stefano Bonaccini «non appaiono, di per sé, oggettivamente incompatibili, per tipologia ed entità, con l'attività consiliare». Lo scrive il Gip Domenico Panza, nell' ultima delle quattro pagine del decreto di archiviazione per il presidente della Regione Emilia-Romagna.
Il giudice, che cita molte delle osservazioni dei Pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, a cui si richiama, prosegue dicendo che «posto che il rimborso fu richiesto in conformità alle procedure - per il vero a suo tempo non particolarmente rigorose - di controllo interno, la negligente specificazione dei singoli contesti cui ciascuna di esse si riferiva, se può indurre qualche dubbio e fondare, come evidenziato dal Pm, una possibile responsabilità contabile, non può certo costituire, di per sé, prova positiva di una effettiva distrazione delle somme rimborsate».
Anche le spese di ristorazione, aggiunge che anche le spese di ristorazione dell'allora consigliere regionale, 3.902 euro su 4.147 contestati, non sono per il Gip incompatibili con l'attività: tali spese «nemmeno esorbitanti, se singolarmente considerate, ben possono considerarsi suscettibili di connessione con la predetta attività, non soggetta a vincoli di orario o di luogo». Per il giudice, insomma, la posizione di Bonaccini va archiviata. Una notizia accolta con soddisfazione dall’interessato: «La mia serenità nasceva dalla consapevolezza di aver sempre agito nel pieno rispetto delle regole e in assoluta trasparenza, - commenta Bonaccini - ispirandomi al principio di massima sobrietà, anche ed anzitutto nell'utilizzo dei fondi pubblici. Ho sempre avuto piena fiducia nell'operato della Magistratura e questa fiducia non mai stata posta in discussione dagli accertamenti svolti».
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