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Canovi: «Servizi associati Pronti a rispettare i patti»

di Daniele Montanari
Canovi: «Servizi associati Pronti a rispettare i patti»

Il presidente dell’Unione fa il punto sul riordino prima dell’incontro in prefettura e frena sulle fusioni dei Comuni: «Concentriamoci su una buona organizzazione»

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Si è inevitabilmente parlato anche di gestioni associate mercoledì mattina nella riunione di giunta fra i sindaci dell'Unione del Frignano, all'indomani della convocazione del summit con il prefetto in cui l'11 febbraio verrà fatto il punto sul riordino territoriale, con l'indispensabile proroga per la delega di funzioni. È scaduto il 31 dicembre il termine assegnato dal Ministero dell'Interno ai Comuni montani sotto i 3mila abitanti per ridurre a gestione associata praticamente tutto a parte stato civile, anagrafe ed elettorale. Il processo è iniziato, ma restano ancora molte competenze da delegare per dieci comuni che vanno da Lama Mocogno a Riolunato. Si va dall'urbanistica ai lavori pubblici, i trasporti e soprattutto il bilancio, che è l'aspetto più delicato perché tocca nello specifico le decisioni amministrative locali. Un anno per una vera e propria rivoluzione gestionale è poco, ma c'è tutta l'intenzione di andare avanti tappa dopo tappa. «Ho avuto la conferma da parte dei sindaci – spiega il presidente dell'Unione Romano Canovi – dell'intenzione di procedere nel più breve tempo possibile. È convinzione di tutti che, anche se la proroga sarà di un anno, non si debba rallentare il percorso. Il tavolo politico, in sostanza, dice avanti tutta. D'altronde, è già stato delegato molto dalla nascita, il 1° gennaio 2014, della nostra nuova Unione, che in questo può dirsi una delle più avanti a livello regionale: io sono fiducioso che si possa completare il percorso nei tempi stabiliti». L'Unione ha già avviato gestioni associate in ambiti complessi quali Servizi sociali, Polizia municipale, Sportello unico delle attività produttive, Sismica, Protezione civile e altro. Adesso deve diventare il centro ordinatore di tutto. C'è chi teme che questa delega massiccia di funzioni sia l'anticamera della fusione in due o tre grandi Comuni di montagna, ma su questo Canovi frena: «So che le associazioni di categoria spingono per le fusioni, ma io al momento mi fermerei a una buona organizzazione tra Unione e subambiti cercando condivisione nella suddivisione di competenze». Il Frignano è stato diviso in tre zone organizzative, a seconda delle affinità territoriali: si va da Pavullo-Serramazzoni-Lama Mocogno-Polinago a Pievepelago-Fiumalbo-Riolunato, passando per Fanano-Sestola-Montecreto. «Abbiamo predisposto queste aree - sottolinea - per mantenere i servizi vicino alla gente. L'Unione garantirà strumenti e formazione, per dare anche competenze in più a livello locale. Creare alta professionalità e possibilmente aumentare i servizi: è questo il nostro obiettivo. Bisogna che remiamo tutti nella stessa direzione, ascoltandoci a vicenda».

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