Gazzetta di Modena

Modena

E stamattina in sedici paesi le scuole restano chiuse

di Daniele Montanari
E stamattina in sedici paesi le scuole restano chiuse

I sindaci hanno scelto la prudenza per evitare disagi negli spostamenti Lezioni garantite a Montefiorino: «Abbiamo buoni spalatori e ottimi pulmini»

3 MINUTI DI LETTURA





È stata davvero Big Snow in Appennino, dove le previsioni sono state pienamente confermate, con nevicate che nei punti più alti hanno anche oltrepassato il metro. Così come era accaduto nel 2012, le precipitazioni abbondanti sono arrivate nella prima decade di febbraio, trovando una buona macchina organizzativa per farvi fronte, anche se non sono mancati i problemi e le scelte prudenziali, prima fra tutte quella della chiusura generale delle scuole oggi.

I primi a decretare lo stop sono stati i sindaci di Pievepelago, Fiumalbo e Riolunato, a cui sono seguiti via via Frassinoro, Palagano, Sestola, Fanano, Montecreto, Lama Mocogno, Polinago, Pavullo, Serramazzoni, Prignano e, sull'altro versante, Montese, Zocca e Savignano. A Pavullo l'orientamento era quello di tenere aperto, ma dopo il summit con protezione civile, polizia e vigili del fuoco si è optato per chiudere tutto in un centro nevralgico che ha dalle materne alle superiori: «È meglio non correre rischi – ha spiegato il sindaco Romano Canovi – un conto era se le nevicate si femavano a metà giornata, ma con un altro giorno davanti va privilegiata la prudenza. Devo dire però che nel complesso la macchina operativa ha funzionato bene, così come ha pagato la scelta del divieto di sosta nelle aree sensibili, che ha facilitato l'intervento».

«Per noi che siamo un piccolo Comune – ha sottolineato il sindaco di Riolunato Daniela Contri – la decisione è dovuta soprattutto alla necessità di impiegare tutto il personale a disposizione, autisti compresi, nella pulitura della strade». «Qui la neve è davvero tantissima, un metro e anche oltre – ha precisato Elio Pierazzi nel fare il punto a Frassinoro – non voglio far correre pericoli. Non muore nessuno per un giorno fermo». «Ci sarebbero difficoltà anche per i professori nel raggiungere la sede e la stessa organizzazione delle mense diventerebbe difficile: anche se non ne avevo intenzione, ho deciso di chiudere» ha aggiunto Marco Bonucchi da Sestola, dove non si rientrerà prima di lunedì, così come a Fanano e Zocca.

In controtendenza invece Montefiorino, che nonostante i suoi ottocento metri punta a tenere aperto a meno di sconvolgimenti nella notte: «Abbiamo ottimi spalatori e pulministi – ha osservato il sindaco Antonella Gualmini – ed è normale una nevicata così in montagna. Non vedo perché tenere chiuso».

Per il resto, la giornata ha riportato le classiche criticità del caso, a partire da diversi episodi di interruzione della corrente, dovuti per lo più a cadute di rami sulla linea. Particolarmente sentito quello che si è verificato a Montecreto intorno alle 10, lasciando i bambini di materne ed elementari al freddo. Per questo si è deciso il rientro anticipato. Ma anche a Gombola la luce è saltata più volte, in un contesto reso già difficile dai rami caduti sulla strada per Polinago.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google