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L’Appennino sepolto sotto un metro di neve

di Francesco Seghedoni
L’Appennino sepolto sotto un metro di neve

Black out elettrici, Nuova Estense chiusa per ore, incidenti e borgate isolate Oltre cento lame e spargisale in azione no stop. Oggi rischia pure la pianura

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Un metro e oltre di neve in quota. Venti centimetri nella fascia della Pedemontana. Ma fino a ieri sera la tanto attesa nevicata che doveva portare una ventina di centimetri anche a Modena e nel resto della pianura non si era fatta vedere sotto la Ghirlandina.

L’emergenza neve è così andata in onda nel distretto ceramico ma soprattutto appena le strade risalivano verso la collina e il Frignano. Una quindicina i centimetri a Vignola e negli altri paesi della Pedemontana. Disagi nella circolazione, rami di alberi caduti sulle strade per il peso della coltre, alcune zone senza energia elettrica, camion fuoristrada (un Tir che si è intraversato ha creato lunghe code fino al tardo pomeriggio nella zona di Sant’Antonio di Pavullo), tutti i mezzi spazzaneve e spargisale operativi fin dalla notte.

Con il maltempo e le nevicate che dovrebbero bissare la giornata di ieri anche oggi, per poi concedere una tregua nel weekend e che potrebbero vedere Modena e la pianura imbiancate già in queste ore, il Modenese ieri ha dunque dovuto fare i conti con le difficoltà dovuite alle abbondanti fioccate soprattutto in Appennino. Traffico a rilento sulla Nuova Estense, ad un certo punto anche chiusa.

I primi fiocchi hanno iniziato ad imbiancare le strade della montagna dalla serata di mercoledì senza particolari problemi. Ma da ieri mattina la precipitazione si è trasformata in tormenta depositando al suolo dai 30 ai 60 cm di coltre bianca. E l'appennino, soprattutto in alcune aree critiche, è andato in tilt. Sulla Nuova Estense, da Pozza a Pavullo, nonostante la task force di mezzi spalaneve messi in campo dei Comuni e della Provincia, si è vissuta una giornata tremenda. Decine gli autoarticolati che non ce l'hanno fatta a raggiungere Pavullo e sono rimasti bloccati di traverso sulla carreggiata. I casi più gravi si sono registrati a Pavullo, nei pressi di Madonna dei Baldaccini e a Serramazzoni a poche centinaia di metri dal ristorante Zona. A Madonna dei Baldaccini la strada è rimasta chiusa per circa un'ora e poi riaperta a senso unico alternato. Sul posto la Polizia Municipale e la Polizia Stradale. Lunghe file di auto hanno persuaso la Municipale, in tarda mattinata, a bloccare il traffico dei mezzi pesanti da Pozza di Maranello in direzione Pavullo. Tra gli automobilisti in coda, rabbia e tanta pazienza per raggiungere le destinazioni. «Sono in coda da 40 minuti - dice un residente di Pavullo bloccato nei pressi della rotatoria della ceramica Mirage - e ho fatto solo pochi chilometri. Devo andare a Spilamberto e chissà se arriverò prima di sera». A Sant'Antonio, dal bivio per Crocette, posto di blocco per controllare che auto e camion fossero attrezzati con pneumatici da neve o catene. Sul famigerato tratto del Carrai si sono registrati rallentamenti, ma proprio la presenza di volontari e vigili ha consentito di ridurre le code e i disagi. Tanti anche gli alberi caduti sulle strade.

Sulla provinciale tra Sestola e Fanano è rimasto coinvolto, colpito dalla caduta di rami per fortuna senza conseguenze, anche uno dei mezzi dei vigili del fuoco. A Riolunato è rimasta chiusa per circa un'ora la provinciale 324, sbarrata da un tronco di albero. Vigili del fuoco e operai della Provincia hanno rapidamente risolto la situazione e riaperto la strada. Stessi problemi anche a Fanano, Montecreto e Polinago. Il soccorso Aci di Fanano è intervenuto per salvare diversi automobilisti rimasti bloccati in diverse aree dell'appennino. Molte anche le interruzioni alla fornitura di energia elettrica su tutto il territorio. A Vesale di Sestola tante abitazioni sono rimaste senza luce fin dalle 8 del mattino. Stessa situazione, a macchia di leopardo, anche a Fanano. Sul posto i tecnici Hera. Il piano neve della Provincia può contare su 169 mezzi: di questi 130 sono spartineve (tutti di ditte private individuate tramite gara d’appalto biennale) di cui 69 in montagna e 61 in pianura; i mezzi spargisale sono 31 messi a disposizione dalle ditte, di cui 17 in montagna e 14 in pianura, oltre a otto mezzi “combinati” cioè sia spartineve che spargisale più le due turbine. Le precipitazioni proseguite durante la notte renderanno la vita difficile a chi viaggia anche oggi. E non è detto che mentre state leggendo anche la città e la pianura non siano già bianche...

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