Urbanistica a Serra Sul processo pesa rischio prescrizione
SERRAMAZZONI. C'è molta delusione nelle parti civili per il lungo rinvio sancito nell'ambito dell'udienza preliminare sul maxi procedimento che riunisce sei casi caldi di gestione urbanistica a...
SERRAMAZZONI. C'è molta delusione nelle parti civili per il lungo rinvio sancito nell'ambito dell'udienza preliminare sul maxi procedimento che riunisce sei casi caldi di gestione urbanistica a Serramazzoni con in tutto 11 imputati. Si parte da San Dalmazio con la storia della palazzina da 36 appartamenti costruita a Casa Morandino, continuando con l'impianto a biomasse che doveva sorgere lì vicino per chiudere con la variante “fantasma” disposta su un terreno agricolo a Casa Contardo. Quindi la storia dell'asilo di Riccò, la funeral home sorta vicino al cimitero del capoluogo e la variante relativa alla costruzione di una villa a Selva. Mancando il giudice titolare, il confronto è stato aggiornato al 9 e 11 giugno e in questo modo quello che a inizio gennaio, nella precedente udienza, era partito come rinvio breve, si è trasformato in uno stacco di più di quattro mesi. E il rischio a questo punto è che - nel caso venga disposto il processo - la prescrizione si faccia sempre più vicina. «L'assenza di un giudice è comprensibilissima, ma non ci aspettavamo un rinvio così lungo per il recupero» sottolinea l'avvocato bolognese Francesco Paolo Colliva, presidente del Centro di azione giuridica regionale di Legambiente, che si è costituita parte civile affiancando il Comune. «L'ipotesi era quella di un mese o al massimo due. Ma quattro sono tanti e riaccendono i timori su un possibile epilogo in prescrizione in alcuni ambiti. I termini non sono lontanissimi e il processo deve ancora partire. Comunque, nessun problema: noi saremo prontissimi anche a giugno e decisi, ora che siamo stati formalmente ammessi quale parte civile, ad andare fino in fondo». «Il rischio prescrizione è incombente, ma non solo per questa vicenda urbanistica di Serra», conferma l'avvocato Andrea Mattioli, che patrocina il Comune, facendo però la specifica dei reati contestati in questo procedimento: se per i cosiddetti “vizi” e reati leggeri si prescrive in 5 anni, per gli altri si passa a 7,5 per arrivare ai 12 relativi ai casi di falso. E qui la partita resta abbondantemente aperta. (d.m.)
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