Gazzetta di Modena

Modena

un eroe modenese

Il console che salvò 2.500 ebrei: un omaggio a Donati

Il console che salvò 2.500 ebrei: un omaggio a Donati

Patrizia Di Luca e Claudio Silingardi ricordano il diplomatico trasferitosi a Nizza e diventato figura leggendaria in Francia

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Pochi lo sanno, ma anche Modena ha un concittadino che negli anni bui della seconda guerra mondiale salvò ben 2500 ebrei dalla furia omicida di nazisti e fascisti. Si tratta di Angelo Donati, di origine ebraica, nato appunto sotto la Ghirlandina il 3 febbraio 1885 e spirato a Parigi nel 1960.

Quest'uomo nel 1940 si trasferì a Nizza e nell'area di confine tra Italia e Francia divenne il principale punto di riferimento per il salvataggio di migliaia di perseguitati di religione ebraica. Fino ad ora - pur essendo importante come Giorgio Perlasca, oppure don Arrigo Beccari e Giuseppe Moreali che nascosero un centinaio di bambini ebrei a villa Emma - di Donati si sapeva poco, almeno in Italia dov'è meno noto che in Francia. Per questo oggi, nell'ambito delle celebrazioni della Giornata della Memoria del 27 gennaio scorso se ne parla con gli studiosi Patrizia Di Luca e Claudio Silingardi. Donati è poco studiato anche perché in genere la storiografia, negli anni seguenti la fine dell'ultima guerra, si è dedicata più che a raccontare storie legate alle vittime dell'Olocausto alle luminose vicende della Resistenza e ai destini dei carnefici nazisti degli ebrei e altre minoranze. Ma da anni ormai gli studi stanno via via portando a conoscenza del pubblico vicende bellissime, come quella di Donati.

Donati proveniva da una delle famiglie più agiate della Comunità Ebraica modenese, una anche delle più antiche viste le origini cinquecentesche a Finale, città dove un avo di Angelo ottenne l'autorizzazione dagli Este di introdurre il grano saraceno. Angelo partecipa alla prima guerra mondiale e viene inviato in Francia con compiti di collegamento tra l'esercito italiano e quello francese. Nel 1919, a guerra terminata, si stabilisce a Parigi dove diviene imprenditore oltre che console generale della Repubblica di San Marino. Nel 1939 deve lasciare un'altra carica, quella di presidente della Camera di Commercio italiana di Parigi perché, pur essendo carico di onorificenze sammarinesi e francesi, era appunto di origini ebraiche.

Episodio clou della sua vita e di quella di migliaia di famiglie avviene appunto a Nizza: dal 1940 e fino al 1943, grazie alle sue conoscenze e alla forza di volontà, riesce a far allontanare dalla zona oltre 2500 ebrei che vengono via via trasferiti, evitando le zone occupate dai tedeschi, nella “residence force” di St. Martin Vèsubie o in Savoia. Evocativo della sua figura è il ritratto di Donati tratteggiato dallo scrittore Jean- Marie Le Clézio nel libro “Stella errante” (Il Saggiatore, 2008): «Adesso Esther aveva documenti falsi. Un pomeriggio alcuni uomini erano venuti insieme a Mario nella loro cucina e avevano messo sul tavolo le carte d’identità per tutti, per Esther, per suo padre e sua madre. Quando gli uomini parlavano con suo padre, c'era sempre un nome che tornava, un nome che non poteva dimenticare perché aveva un bel suono, come il nome di un eroe dei libri di storia di suo padre: Angelo Donati. Angelo Donati aveva detto questo, Angelo Donati aveva fatto quello, e tutti approvavano. Angelo Donati aveva preparato a Livorno una grande imbarcazione a vela e a motore che avrebbe portato in salvo tutti quelli che stavano fuggendo. La nave avrebbe attraversato il mare portando gli ebrei a Gerusalemme, lontano dai tedeschi. Esther si assopiva e sognava la nave di Angelo Donati».

Stefano Luppi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google