Influenza, si avvicina il picco stagionale Finora 37mila a letto
Le vaccinazioni sono in caduta libera dopo molti anni: 47% di somministrazioni contro il 78% del 2006
I primi 37 mila modenesi hanno già pagato il loro pedaggio all’influenza. Tanti sono infatti i pazienti che secondo le stime sono stati affetti da una forma grave, costringendo chi ne è stato colpito ad assentarsi dal lavoro e a rimanere a casa con la febbre alta.
Nausee, emicrania, a volte vomito e dissenteria oltre alla febbre alta sono alcuni dei sintomi che mettono a letto anche i più volenterosi, alle prese con farmaci e aerosol. La fascia più colpita e giovanissimi, ovvero tutti coloro che hanno meno di 14 anni.
I vertici della macchina sanitaria allargano le braccia.
«Lo avevamo detto e previsto - sospirano i medici - Negli ultimi anni c’è un rifiuto della cultura della vaccinazione che ha portato a un drastico calo delle persone che si sono immunizzate con una terapia adeguata e tempestiva». Per gli specialisti il picco dell’influenza a Modena non è ancora stato raggiunto e dovrebbe arrivare nel giro di una settimana per poi affievolirsi.
Ma basta dare un’occhiata ai dati diffusi sui siti ufficiali della sanità pubblica per trovare la conferma della relazione tra vaccinazione e diffusione dell’influenza. Gli epidemiologi sottolineano che avere una buona copertura tra la cittadinanza, il livello ottimale è quello di effettuare le iniezioni per il 75% della popolazione. «In questo modo - spiegano - restano immunizzati anche gli altri, evitando il contagio tra portatori sani piuttosto che tra persone già colpite».
Il guaio è che l’allarme pandemia degli scorsi anni, in cui si propagandavano flagelli biblici per chi fosse rimasto influenzato, ha creato una sorta di effetto boomerang: «Visto che non è successo nulla - questa la conclusione - inutile preoccuparsi perchè di starnuti non è mai morto nessuno». In realtà in occasione delle ondate influenzali gli ospedali si rienpiono di casi gravi di anziani che, già sofferenti per malattie polmonari, vengono ricoverati per complicazioni respiratorie di ogni tipo. Ma siccome anche su questo fronte le percentuali non sono superiori a quelle degli anni passati la soglia di attenzione resta nella norma.
All’appello dunque mancano sinora 90 mila persone che hanno voltato le spalle al sistema-vaccinazione, il 13% in meno. Dal 2002, quando i modenesi che fecero l’iniezione furono il 74,4%, la percentuale è salita al 75,6% dell’anno successivo toccando lo zenit nell’inverno 2006-2007 con il 78%. Poi è iniziata la frana: nel 2099-2010 il è il 75,5%, il 65,5% nel 2010-2011, il 56,5% nel 2012-2013.
E quest’anno: sinora si è arrivati a uno striminzito 47,4% su base regionale ma visti i tempi ormai inutilizzabili per un’efficace barriera antivirus è difficile che si riesca a racimolare qualche punticino in più.
Il bello (o il guaio, dipende dai punti di vista) di tutta la situazione è che il dibattito tra i favorevoli e i contrari alla vaccinazione antinfluenzale è al punto di partenza. A Modena quest’anno le persone colpite dalla malattia sono in numero uguale, come ordine di grandezza, a quelle del 2010 quando però il numero dei vaccinati era del 33% più alto.
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