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Cultura ed economia, ora Bologna risente del peso di Modena

di Stefano Luppi
Cultura ed economia, ora Bologna risente del peso di Modena

Sotto le Due Torri si lamentano dei fondi erogati dallo Stato e Galleria Estense ed Ert battono la Pinacoteca Nazionale

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Modena vince, Bologna perde. Che siano ritornati i tempi della “Secchia Rapita”, l'antico recipiente esposto a Palazzo comunale che ricorda la celebre battaglia medievale vinta dalla nostra città?

A ipotizzarlo sono stati in questi giorni alcuni politici e giornali bolognesi che chiamano in causa argomentazioni sia culturali sia economiche.

Un binomio, quello tra denari e beni immateriali e identitari, non poi così lontani visto che entrambi servono a definire il “carattere” di un territorio.

Bologna, stando ad alcune dichiarazioni, avrebbe perso centralità anche se l’assessore alla cultura felsineo, ma ferrarese di nascita, Alberto Ronchi non ne vuole sentire parlare: «Basta campanili, non c’è alcun antagonismo con la Ghirlandina. Modena è a trenta chilometri in treno, fossimo a Londra sarebbe la stessa città».

La realtà forse dice altro. Partiamo da alcuni numeri, cifre significative visto che tra pochi giorni si discuterà del bilancio preventivo del Comune. Se prendiamo il “Fondo di Solidarietà comunale 2014”, la cassa economica che definisce i trasferimenti statali agli enti locali dopo che il governo ha incamerato una quota-parte dell'Imu, possiamo dire che fino allo scorso anno Modena vinceva e Bologna perdeva.

«A noi tolgono di più di quanto danno, a Firenze no», ha attaccato il vicesindaco di Bologna Silvia Giannini.

Con la città della Ghirlandina è andata in modo differente, almeno in parte. Il fondo di solidarietà nazionale nel 2013 e nel 2014 ha prelevato a Modena meno di quanto ha poi trasferito.

Due anni fa il contributo Imu di Modena è stato di 19 milioni e 552mila euro mentre lo Stato ha poi trasferito nelle casse locali 25 milioni, mentre lo scorso anno le due cifre sono rispettivamente pari a circa 19 milioni e 21 milioni e 780mila euro. Saldo positivo in entrambi i casi, dunque. Il problema arriverà con il preventivo 2015 che secondo il Comune per la prima volta sarà negativo.

Il governo preleverà 18 milioni e 911mila euro e restituirà 16 milioni e 956mila euro, provocando probabilmente ancora più lacrime e sangue sui bilanci comunali e sui cittadini.

Se mal comune non è certamente mezzo gaudio, dove Modena probabilmente vince con forza è in ambito culturale. Abbiamo appena conquistato l'autonomia della galleria Estense che riapre a fine maggio come super museo insieme a Uffizi e pochi altri in Italia, la gestione di Ert dello storica Arena del Sole bolognese che stava fallendo, il nuovo oscar della fotografia di Fondazione Fotografia e Sky Arte, la rinnovata Modenantiquaria e il sito Unesco, quest'ultimo finora non “sfruttato”.

E Bologna? I musei civici si sono riuniti in una unica Istituzione - noi siamo a un fumoso dibattito - ma la Pinacoteca nazionale è stata considerata meno importante dell'Estense e non è autonoma.

Nel contemporaneo c'è ArteFiera, la fiera d'arte più importante in Italia, ma se Modena saprà giocarsi le sue carte con due testimonial straordinari come Ferrari e Pavarotti sbancherà sui “cugini” anche durante Expo.

A dire il vero il capoluogo un pareggio - in casa però, a Palazzo Re Enzo - lo strappa. E' quello relativo a “La sfoglia tira!” il confronto tra le due città che si è svolto in seconda edizione pochi giorni fa, dove Bologna vince con i tortellini e Modena con le lasagne.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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