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Debiti e cambi di vertice per Vignola Patrimonio

Debiti e cambi di vertice per Vignola Patrimonio

La società che gestisce immobili comunali passa dall’amministratore unico al cda L’opposizione ha chiesto garanzie: «Non ci dovranno essere aumenti di costi»

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VIGNOLA. Cambia lo statuto della Vignola Patrimonio srl, la società istituita il 9 dicembre 2008 per gestire i beni immobiliari del Comune, le opere pubbliche, la farmacia, il mercato ortofrutticolo e il Sia, il servizio igienico automatizzato. D'ora in avanti non ci sarà più un amministratore unico al comando ma un Consiglio d'amministrazione che darà collegialità alle decisioni. Il cambio è stato oggetto di un apposito punto all'ordine del giorno nell'ultimo Consiglio comunale, in cui ci si è focalizzati anche sulla situazione finanziaria dell'ente che, come evidenziato nella relazione del vicesindaco Simone Pelloni, si trova a fare i conti oggi con 2 milioni e 450.000 euro di debiti, dovuti in gran parte all'operazione con cui, poco dopo la nascita, acquistò dal Comune lotti di terreno edificabile nei pressi del nuovo mercato ortofrutticolo. Per fare questo sottoscrisse un conto corrente ipotecario da 1,6 milioni con interessi che nei piani dovevano essere sostenuti per un breve periodo grazie alla vendita dei terreni, ma poi con la crisi s’è venduto un solo lotto. Nel 2014 si sono pagati ancora 57mila euro di interessi e la cifra nel 2015 dovrebbe lievitare a quota 70mila. Per questo il sindaco Mauro Smeraldi ha annunciato l'apertura di una trattativa con le banche per trasformare il finanziamento da conto corrente ipotecario a mutuo ipotecario, «formula più vantaggiosa che permetterebbe di alleggerire le rate, visto che la vendita dei terreni appare a tutt'oggi difficile». Di questo e molto altro dovranno occuparsi i nuovi vertici societari usciti dalla riforma collegiale varata dal Consiglio. Il Pd ha votato compatto contro esprimendo dubbi sull'utilità di un cambiamento che moltiplica le figure al vertice. Il rischio era anche quello di un aumento dei costi dirigenziali, per questo i 5 Stelle con Nadia Piseddu hanno chiesto garanzia che, come da programma della giunta, non si varasse una modifica che avrebbe comportato un aumento di spese. La seduta è stata sospesa per mettere nero su bianco in delibera che «non ci saranno aumenti di costo dell'organo amministrativo e, per quanto possibile, verrà rappresentata la minoranza all'interno dello stesso». Cioè uno dei tre consiglieri, che restano di nomina del sindaco, dovrebbe essere scelto insieme all'opposizione. Il voto ha visto il sì di maggioranza e 5 Stelle e il no del Pd. Adesso partirà l'operazione rinnovo, con la chiusura di mandato dell'attuale amministratore unico Guerrino Cassani per fine aprile.

Daniele Montanari

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