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Don Ciotti: «Non basta solo indignarsi»

Don Ciotti: «Non basta solo indignarsi»

Operazione Aemilia. Ieri a Modena il sacerdote che lotta contro la mafia : «Non capisco chi si stupisce»

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«Va bene indignarsi, ma non basta. Non fermatevi lì, andate oltre e chiedete conto al vostro senso di responsabilità: posso io fare qualcosa per dare un segnale, per sottolineare ciò che non va, per essere utile?».

Don Ciotti è più di una istituzione. La sua figura che incute rispetto, ma sono soprattutto le sue parole che incantano. Ieri era davanti a quattromila persone, in un PalaPanini gremito a Modena in occasione di una gara nazionale di pattinaggio organizzata dalla Uisp e dove Libera, la sua associazione contro le mafie, era partner. Non ha voluto parlare in pubblico per non rovinare una festa stupenda. Lo hanno premiato, lo hanno salutato, ma non ha interrotto lo show: «Guardate questi ragazzi, sono loro la gioia di vivere, sono loro che ognuno di noi dovrebbe avere davanti quando accadono certi fatti. Così cambia l’ottica, cambia il ragionamento, cambia il nostro pensare al futuro. E ci si interroga».

Don Ciotti era a Modena per un incontro fissato ma non pubblicizzato che ha messo di fronte i vertici regionali di libera con Stefano Bonaccini, il presidente della Regione appena eletto. Dopo i fatti avvenuti tra Modena e Reggio la scorsa settimana, era stata Libera a chiedere un incontro urgente che facesse chiarezza sul piano istituzionale e soprattutto mettesse sul tavolo impegni e punti da perseguire. L’i ncontro è avvenuto in una saletta riservata del PalaPanini, ovviamente a porte chiuse.

Una volta terminato il confronto don Ciotti ha raggiunto il parterre del PalaPanini, non ha voluto dare nell’occhio, ha chiacchierato con il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e si è concesso per qualche battuta dove ha ripetuto il suo più grande cruccio: «Quanto tempo è che diciamo cosa succede al Nord? Vi stupite ancora? Mi stupisco di chi si stupisce. Non è possibile pensare di essere lontani da questo mondo. La mafia è un problema che riguarda tutti, che riguarda tutti noi, uno dopo l’altro con le persone che abbiamo accanto. E non deve stupire se interi paesi sono stati coinvolti con anche persone delle istituzioni: è la logica conseguenza di un sistema che non regge. E di storie ce ne saranno altre. Non è un caso che Libera proprio dall’Emilia Romagna sia partita con i suoi progetti, con i suoi corsi di formazione e presto tornerà in piazza con centinaia di migliaia di persone. Spero che crescano sempre di più, perché c’è bisogno di tutti».(d.b.)

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