IL RE E’ NUDO SOTTO LA NEVE
di ENRICO GRAZIOLI
Non c’è stato bisogno del meteorite, quello che nelle battute tra molti modenesi si attende dopo la sequenza terribile terremoto-trombe d’aria-alluvione che ci ha ammonito a far meglio i conti con la natura: è bastata una nevicata. Copiosa, accompagnata da piogge e venti di burrasca, ma prevista e pur sempre una nevicata: in febbraio, mica in agosto... E’ bastato che l’inverno non si travestisse da mezza stagione per mettere a repentaglio la vita quotidiana e qualche sicurezza, per paralizzare decine di migliaia di cittadini causando danni e disagi moltiplicati dal caos e dall’inadeguatezza delle strategie per farvi fronte. Strategia, perché non è con l’improvvisazione e la fiducia nella buona stella della clemenza del meteo che ci si ripara da un Bigsnow, che così grande poi era solo nelle discussioni tra appassionati delle bizze del clima. Certo, sono una ferita nella ferita i crolli che nella Bassa hanno piegato diverse opere del post sisma: un colpo basso, la memoria della provvisorietà che si fa nuova emergenza, il senso di una condanna continua da parte del destino, più forte nella crudeltà di ogni impegno e buona volontà. Ma se mezza provincia rimane al buio e quindi al freddo è chiaro che non vale, suona come beffa, l’invito a rimanere in casa per non intasare le strade. Perché si può anche perdere una giornata di lavoro o di scuola, si possono modificare abitudini e anche ammirare dalla finestra uno spettacolo del cielo: ma non si possono, non si devono calcolare conseguenze così pesanti sulle attività economiche e sui normali servizi alla cittadinanza. Ancora una volta ci scopriamo più fragili di quanto pensiamo di essere: basta pensare ai tralicci dell’alta tensione (che non dovrebbero essere temporanei come spesso una tensostruttura di quelle venute giù). Ci scopriamo vestiti con abiti leggeri, nell’inverno del nostro non prevenire che regolarmente si trasforma in quello del nostro scontento. Con abiti trasparenti, fino a farci gridare, bambini con le palle di neve in mano, che il re, al di là di tante storie che racconta, è nudo. E qui fa freddo, a volte un po’ di più.
@engraz
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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