Incendio sull’autobus pieno di studenti
Il mezzo della linea 4 stava raggiungendo il polo scolastico Leonardo: tutti fuori, l’autista ha spento il rogo con l’estintore
E siamo a otto casi, con nove autobus andati in fiamme, alcuni completamente distrutti, altri invece danneggiati e “affumicati”. Ieri mattina è stata la volta dell'autobus della linea 4 pieno zeppo di ragazzi che stavano ormai raggiungendo le scuole del polo Leonardo: il conducente ha notato che sul davanti stava uscendo un fumo molto denso, si è fermato, ha fatto scendere gli studenti e si è subito attivato. Ha preso l’estintore che aveva a bordo e ha spento l’incendio. Il bus è stato poi portato al deposito. Una prima analisi sull’accaduto parla di un surriscaldamento dello sbrinatore: l’impianto elettrico, forse per l’umidità e per l’uso intenso in queste giornate di maltempo, ha fatto “scintille” ed è partito l’incendio. E dire che l’autobus di ieri mattina non era neanche di quelli più “antichi”, aveva “solo” undici anni di attività, era dunque nella media dei mezzi in circolazione di Seta. Aveva comunque milioni di chilometri sulle spalle (i neonati con tre mesi di strada, hanno già 50mila km). In ogni caso su questa serie di incendi che sta flagellando il trasporto pubblico modenese in città e in provincia ( alcuni roghi dovuti alla vecchiaia, altri avvolti invece nel mistero) Seta ha aperto una indagine interna. Il presidente Odorici vuole vederci chiaro, soprattutto sugli episodi di Mirandola e di Concordia, con i mezzi soli e fermi nel piazzale, perché non esclude l’ipotesi del dolo, del sabotaggio, dell’atto vandalico.
Giuseppe Rendace, segretario del sindacato Faisa Cisal, ha sollecitato, così come le altre organizzazioni, un incontro urgente con la dirigenza: «Se non verranno presi in fretta provvedimenti- dice - saremo costretti ad d invitare i nostri autisti a non guidare più i mezzi vecchi con milioni di chilometri che purtroppo sono tanti in circolazione. Occorre trovare una soluzione». Critiche anche dal Collettivo autonomo studentesco: «Ogni anno siamo costretti a pagare centinaia di euro a questa azienda che in cambio ci offre autobus che vanno a fuoco , mezzi danneggiati, perennemente in ritardo e con poche corse a disposizione.Se l'azienda trova sempre le solite scuse (quali mancanza di denaro) per aumentare di anno in anno il costo dei biglietti sappiamo che la colpa non è nostra, ma solo di chi ha permesso la svendita e la privatizzazione di un diritto quale quello alla mobilità. Il Comune è il primo responsabile di queste politiche speculative».
Ripercorriamo il bollettino incendi: si parte col quello del dicembre 2013 a Baggiovara (in 25 tutti fuori dal bus 13), poi il 14 febbraio a Concordia ne bruciano due nel deposito, in agosto ancora un bus a Concordia, in ottobre a Bastiglia e poi i recenti episodi a Mirandola, a Finale, a Modena al Direzionale 70. E infine l’episodio di ieri mattina.
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