Le Popolari Confindustria e Vicenza
Sulla riforma delle banche popolari italiane, fra cui Bper e Banco Popolare-Bsgsp, suscita interesse l’opinione degli imprenditori modenesi, quanto meno di un piccolo campione che possa testimoniare...
Sulla riforma delle banche popolari italiane, fra cui Bper e Banco Popolare-Bsgsp, suscita interesse l’opinione degli imprenditori modenesi, quanto meno di un piccolo campione che possa testimoniare come vengono valutati il passaggio da cooperative a società per azioni e l’abolizione del voto capitario nelle assemblee, secondo quanto stabilito dal decreto del governo, e come siano giudicate le proposte di autoriforma avanzate dalla associazione delle stesse Popolari. E in effetti associazioni modenesi e alcuni imprenditori non hanno tardato a fornire elementi di giudizio, o comunque barlumi di valutazioni, su una riforma che inevitabilmente andrà a riverberarsi sull’attività delle imprese, sulle loro opportunità di investimenti e di certo nei loro rapporti con una parte importante del mondo bancario. Con qualsiasi imprenditore che si incontri in questi giorni è facile confrontarsi, scambiare opinioni su questo tema. Potrà sembrare sorprendente ma chi si rifiuta di fornire una qualsiasi dichiarazione, persino la più banale, è il mondo confindustriale modenese. Da Confindustria Modena si fa sapere che «in questa fase non si rilasciano dichiarazioni essendo in atto il processo di riforma e ci si riserva di fornire commenti quando la stessa riforma sarà completata». Confindustria Ceramica si limita a comunicare: «Non abbiamo commenti sul tema riforma delle popolari».
Stridente la differenza rispetto a quanto sta accadendo a Vicenza, dove in difesa della banca popolare locale ci si dichiara apertamente pronti a scendere in campo con ogni mezzo possibile per opporsi a quello che viene a tutti gli effetti ritenuto un «assalto alla diligenza» da parte di determinati ambienti romani.
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