Gazzetta di Modena

Modena

OPERAZIONE AEMILIA

«Ndrangheta, bloccate la Cispadana»

di Francesco Dondi
«Ndrangheta, bloccate la Cispadana»

Appello dei parlamentari M5s, che censurano Giovanardi. Ferraresi ai sindaci di Finale e San Felice: «Scuse e dimissioni»

4 MINUTI DI LETTURA





La mafia senza un politico o un funzionario pubblico corrotto non esisterebbe: partendo da questo assunto è iniziata l’offensiva dei parlamentari 5 Stelle contro la costruzione della Cispadana, la politica locale e le strategie governative. Davanti ad oltre 100 simpatizzanti, Vittorio Ferraresi, Michele Dell’Orco, Alessandro Di Battista, Giulia Sarti e Michela Montevecchi hanno spinto sull’acceleratore.

Aemilia e politica locale

Tocca al finalese Ferraresi dare fuoco alle polveri. «Dicono che la burocrazia post-sisma è stata efficace contro le mafie. Io invece dico che l’efficacia è quella della magistratura e dei cittadini, che hanno denunciato. Abbiamo fatto diversi esposti per l’amianto sparso da Bianchini nella Bassa e per la montagna nel suo stabilimento di San Felice. E le amministrazioni pubbliche non hanno mai vigilato, offendendoci per le nostre denunce. Ci sono episodi che non posso scordare: la minaccia di querela del sindaco di Finale per l’amianto al cimitero con Bianchini difeso dall’avvocato Calzolari, che il Comune poi incaricherà di seguire il bando per le scuole; le accuse di falso allarmismo di San Felice, paese dove Bianchini poteva sedersi, poco prima delle elezioni, con un assessore e il capo del centrodestra. Non siamo noi a dovere giudicare persone che non sono indagate, lo faranno i giudici. Ma c’è una responsabilità politica che non può essere taciuta, quantomeno nel mancato controllo. Ecco perché chiedo che i sindaci si scusino con i 5 Stelle e poi si dimettano perché non hanno tutelato la salute pubblica e il bene comune. Ma soprattutto si provveda a portare via l’amianto da San Felice e ad effettuare un altro controllo nei luoghi dove c’era il cemento sospetto».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10824446:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/aemilia-il-m5s-denuncia-il-sistema-malavitoso/40562/40784]]

Nel pensiero dei parlamentari c’è spesso la difesa a spada tratta di Bianchini da parte del senatore Giovanardi, più volte accusato anche da Giulia Sarti della commissione Antimafia. «Ha partecipato ad una sola riunione per difendere Bianchini», dice la battagliera deputata. E Ferraresi, appena ascoltato dalla Dda come persona informata sui fatti, rincara: «Credo sarebbe utile ascoltare Giovanardi, o almeno capire perché ha sempre difeso Bianchini, criticando il prefetto e il sistema white list».

La Cispadana sotto indagine

Un’opera che si avvicina ad una svolta data la semi-ufficialità del nullaosta della commissione Via. Ma Michele Dell’Orco, oltre a ribadirne l’inutilità, denuncia le imprese che effettueranno (semmai) i lavori. «Se c’è un rischio di infiltrazioni i cantieri vanno bloccati e con la Cispadana la situazione è chiara. Alcune società che compongono Autostrada Regionale Cispadana, come Coopsette, hanno legami con ditte che sono coinvolte in inchieste per corruzione e mafia. Tutte denunce con nome e cognome inseriti in una interrogazione fatta l’8 ottobre 2013 a cui non mi hanno ancora risposto. Coopsette ha da sempre uno stretto rapporti d’affari con Bianchini. Sono note le indagini del Tav di Firenze per quanto riguardo lo smaltimento inquinanti, tramite la controllata Coopsette Nodavia. Sempre Coopsette ha affidato molti lavori alla Eco.Ge srl dei Mamone, legata al boss Carmelo Gullace (ndrangheta) e colpita da interdittiva antimafia. Legata alla Cispadana c’è anche la CCC (Consorzio Cooperative Costruttori), che nell’ambito dell’inchiesta sulle coop rosse sembrerebbe essere stata favorita nel maxi appalto Global Service del Comune di Bologna in cui è coinvolto anche il dirigente regionale Alfeo Brognara. Si sospenda in via cautelativa il progetto autostradale, almeno fino a quando i processi su Tav e Aemilia non saranno conclusi. Lo stesso provvedimento lo si prenda per Brognara».

PRECISAZIONE.  L’ing. Alfeo Brognara con sentenza n. 1370/2013 emessa in data 24 luglio 2013 dal GUP del Tribunale di Bologna, dr. Ziroldi, è stato assolto da ogni accusa formulata nei suoi confronti nell’ambito della vicenda citata dall’on. Michele Dell’Orco;

Il filo rosso... malavitoso

Mentre Giulia Gibertoni annuncia l’intenzione di chiedere l’istituzione di un osservatorio regionale e una commissione speciale antimafia, Alessandro Di Battista picchia duro: «I fondi del terremoto se li stanno rubando tutti. Serva una ribellione civica. In Italia siamo nel Paese delle trattative, qui declinata come il collegamento tra ndrangheta, coop rosse e funzionari pubblici. Mafia e corruzione vanno di pari passo. C'è un filo rosso, quello della sottovalutazione e dell'indifferenza che lega le inchieste di Mafia Capitale con quelle in Emilia e Modena. Per troppo tempo si è messa la testa sotto la sabbia e si è pensato che questo fenomeno fosse solo un problema del Sud e di persone del Sud. Le mafie sono ovunque».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google