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LA PROTESTA

Obliteratrice senza carta? Allora il biglietto costa di più

Metti un viaggio in autobus. Magari anche durante una nevicata. E magari proprio quando l’amministrazione ti consiglia di utilizzare i mezzi pubblici per ridurre il numero delle automobili lungo le...

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Metti un viaggio in autobus. Magari anche durante una nevicata. E magari proprio quando l’amministrazione ti consiglia di utilizzare i mezzi pubblici per ridurre il numero delle automobili lungo le strade. Tu sali, sei anche di buona memoria e ti ricordi che per comprare il biglietto sull’autobus servono un euro e venti centesimi. Così ti avvicini all’obliteratrice ma ti accorgi che questa, già impostata per non dare il resto ai clienti, non funziona. Chiedi al conducente che gentilmente ti dice: «Sì, manca la carta». E quindi? Quindi non si può fare il biglietto automatico e lo si deve fare per forza col conducente. Tu dai per scontato che, trattandosi di un disservizio della stessa azienda, il conducente accetti l’euro e venti e non pretenda l’euro e 50 centesimi che invece corrisponderebbero al pagamento diretto all’autista. E invece questo ti risponde che, carta o non carta, il prezzo è quello. È questa la vicenda surreale ma purtroppo vera di un modenese. Morale: per un disservizio di Seta il cliente è costretto a pagare una cifra maggiorata senza motivo. Cioè manca la carta e il biglietto costa di più. Speriamo che quella di Seta non diventi un’abitudine per raccogliere più soldi. E che l’azienda sia in grave difficoltà organizzativa lo si capisce anche da queste cose.

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