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Per il “Città della moda” il Comune ha scelto le aree

Per il “Città della moda” il Comune ha scelto le aree

Un sogno da 20 milioni di euro: una ipotesi a sud di via Nuova Ponente oppure si andrebbe su via dell’Industria. Il problema restano i finanziatori

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Le altre ipotesi sul tavolo dell'Amministrazione comunale sembrano decisamente puntare su strade più impervie. Come ad esempio il cosiddetto “Stadio della moda”, una struttura polifunzionale, prevalentemente commerciale ed espositiva, creata in sinergia con l'imprenditoria del tessile locale. Ipotesi suggestiva ma di complicata realizzazione.

LA POSIZIONE

Si parla di un’area di 150mila metri quadri, troppo grande per la zona della pista d'atletica. Potrebbe trovar posto a sud di via Nuova Ponente oppure su via dell'Industria, più vicino all'ingresso dell'autostrada. Il costo dei terreni, ora di proprietà dei privati, aumenta quello dell'operazione complessiva, abbondantemente oltre i 20 milioni, ed è solo una delle variabili in gioco. La seconda riguarda i finanziatori: trovare imprenditori che in periodo di crisi strisciante tirino fuori denaro fresco per un investimento del genere appare un'impresa titanica. La terza è l'aumento delle aree commerciali in città, legata ovviamente a una scelta politica dell'Amministrazione e regolata anche da normative sovra comunali. Le zone di cui sopra semplificherebbero quest'ultimo passaggio, poiché il Prg prevede già la possibilità di trasformarle a usi commerciali e polifunzionali. Cosa diversa, ad esempio, rispetto a quella di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio a ovest di via Mulini e a sud della rotonda in cui converge la Provinciale per Modena, presa in considerazione ma successivamente scartata.

IL VECCHIO STADIO

È il vecchio compagno di strada del Carpi. Inaugurato ufficialmente il 21 ottobre 1928, spogliato e rivestito, l'ha servito fedelmente sin dove poteva: sulla vetta della Serie B. In massima Serie potrebbe essere costretto ad abdicare. "Potrebbe", perché per ora non c'è ancora nulla di ufficiale. Solo pareri informali dello stesso Zavanella e del Gos, che si sarebbero concentrati su aspetti riguardanti la sicurezza al di fuori dell'impianto. Di certo c'è che l'intervento sarebbe molto dispendioso. Ammesso che la capienza possa essere limitata ai 10 mila, servono infrastrutture per le zone di prefiltraggio, filtraggio, parcheggi, aree per la stampa, vie di fuga, spogliatoi e ospitalità. In aggiunta ci sono i costi di demolizione delle curve. Si fa presto ad arrivare a 6-7 milioni investiti su una struttura vetusta. Per arrivare a 16 mila ne servirebbero quasi il doppio. Difficile che società o Comune decidano di percorrere questa strada. In tempi non sospetti i due soggetti avevano già abbozzato un'intesa per portare la capienza a 7000 come richiesto dalla Serie B, ma sarebbe stato un intervento molto meno invasivo e dispendioso, con l'Amministrazione disposta a intervenire aumentando la quota annuale dovuta al Carpi per la gestione dell'impianto. Poi Filippo Porcari e compagni hanno sparigliato le carte. Ma se non ora, l'ampliamento per la Serie Cadetta potrebbe comunque tornare all'ordine del giorno in futuro.

Fabio Garagnani

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