Si chiude in casa per errore, agente salva bimbo di un anno
È un incubo per ogni mamma pensare che un figlio di poco più di un anno, appena capace di stare in piedi, per un caso riesca a chiudersi in casa senza che nessuno riesca ad aprire la porta. È...
È un incubo per ogni mamma pensare che un figlio di poco più di un anno, appena capace di stare in piedi, per un caso riesca a chiudersi in casa senza che nessuno riesca ad aprire la porta. È successo ieri sera a una modenese che ha però trovato un uomo che le ha risolto il problema, un agente della polizia. Spiega la modenese: «Racconto questa storia perché quell'agente della Squadra volante della polizia è arrivato tempestivamente e in poco tempo ci ha tolto una grave preoccupazione facendoci entrare in casa. Si chiama Alessandro Benni. Lo voglio ringraziare pubblicamente. È uno dei tanti eroi della nostra vita quotidiana».
Il dramma esplode improvvisamente intorno alle 15 in via Baccelli. In giardino c'è una famiglia che tira le palle di neve: la mamma, un bimbo di poco più di un anno e un altro di cinque. Intanto il padre arriva dal supermercato, parcheggia e inizia a scaricare la spesa.
«Ormai faceva buio e i ragazzi erano fradici - spiega la donna - così sono salita e ho aperto il rubinetto dell'acqua calda nella vasca per far fare il bagno. Intanto sono scesa, mentre mio figlio maggiore e mio marito dovevano salire. Ma proprio in quel momento non mi sono accorta che il piccolino era alle mie spalle. Si trovava in casa. E si è improvvisamente chiusa la porta».
Il bimbo, non si da come, ha spinto l'uscio di casa chiudendosi dentro con le chiavi e tutto. Impossibile per i genitori entrare: «Sentivamo le sue grida di pianto ed eravamo impotenti. Pensavo alla vasca da bagno con l'acqua calda che scendeva... Ho avuto paura», spiega la mamma. Dopo aver capito che non c'era una soluzione perché nessuno aveva altre chiavi, in preda al panico ha telefonato a destra e manca cercando qualche risposta utile. Finché non si è imbattuta nel numero di un agente della Questura. «L'ho chiamato in fretta e furia senza neanche sapere cosa facevo. Mi ha risposto. Ha detto che era in servizio di pattuglia. Gli ho spiegato il problema e ha detto che sarebbe arrivato. Ha avuto la sensibilità di capire la situazione ed è intervenuto subito. Gliene sono grata di cuore». L'agente Benni è arrivato in pochi minuti ed è riuscito ad aprire la porta. Il dramma era concluso. «Mi sono trovata il piccolino che piangeva disperato vicino ai cappotti. Stava bene, era solo spaventato».
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