Apre il processo alla prof Modena
Oggi l’ex direttrice del reparto davanti al giudice per associazione a delinquere, corruzione, truffa
Questa mattina alla maxi udienza preliminare sul caso di Cardiologia inizierà il processo con rito abbreviato, quindi a porte chiuse, che vede come imputata la professoressa Maria Grazia Modena, ex direttrice della Struttura complessa del Policlinico, per la quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per i fatti accaduti sotto la sua direzione del reparto dal 2009 al 2012. Presto il gup dovrà decidere se rinviare a giudizio o archiviare i procedimenti per gli altri 33 imputati, tra medici, specializzandi e responsabili legali di aziende biomedicali, accusati a vario titolo di aver promosso esperimenti non autorizzati sui pazienti usando stent e apparecchiature di cardiologia che venivano poi “spinte” in modo occulto su pubblicazioni scientifiche in cambio di denaro che finiva in una onlus creata apposta, secondo la pubblica accusa. Assistita dagli avvocati Luigi Stortoni e Massimiliano Iovino, la professoressa Modena - nel frattempo reintegrata dall'Ateneo nelle sue funzioni accademiche - è accusata con i colleghi indagati di associazione a delinquere, corruzione in concorso, truffa ai servizio sanitario, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico.
Secondo il sostituto procuratore Marco Niccolini, che ha condotto questa lunga e complessa inchiesta, il ruolo della Modena era diverso da quello del dottor Giuseppe Massimo Sangiorgi e dagli altri cardiologi e medici specializzandi sotto accusa. In sostanza, la direttrice avrebbe individuato proprio Sangiorgi come direttore di emodinamica sapendo che, secondo il pm, era già un punto di riferimento per gli area manager delle aziende biomedicali interessate a prendere accordi corruttivi e ha favorito l'ingresso nella struttura di collaboratori chiesti da San Giorgio e assunti con assegni di ricerca pagati dalle aziende che promuovevano le sperimentazioni non riconosciute.
Secondo il pm, sempre la Modena con Sangiorgi ha creato la onlus chiamata “Associazione per la ricerca endovascolare ed elettrofiosiologica per la cardiologia” nella quale venivano poi fatte confluire le somme girate occultamente dalle aziende per le sperimentazioni; questo ente era del tutto fittizio e aveva sede presso lo studio del commercialista bolognese Ivano Sammali. Un'altra accusa contro la cardiologa modenese è di aver non solo tollerato ma promosso le sperimentazioni illegittime nel suo reparto.
A differenza di altri colleghi, non l'avrebbe però fatto per denaro, ma solo per aumentare il suo prestigio. Da queste attività illecite poteva trarre beneficio attraverso la pubblicazione di studi scientifici e estratti che in quel periodo sarebbero vistosamente aumentati di quantità.
Infine, è anche accusata di aver organizzato le attività di Emodinamica facendo confluire medici, studiosi con master e specializzandi oltre che personale dal ruolo poco chiaro attraverso assegni di ricerca sponsorizzati dalle ditte che chiedevano le sperimentazioni occulte e arrivando a promuovere procedure illegittime nei concorsi pur di far vincere i candidati richiesti.
È stata la stessa professoressa Modena a chiedere al gup Andrea Romito, tramite i difensori, di poter accedere al rito abbreviato. Infatti, ha sempre respinto ogni accusa. Per questo ha deciso di affrontare subito e direttamente la sua posizione con un processo e facendolo a testa alta. Oggi si aprirà l'udienza ma non è noto se si concluderà. Il giudice ha in ogni caso fissato una seconda data: il 23 febbraio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
