Gazzetta di Modena

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Avis, boom di donazioni tra i ragazzi delle superiori

di Alfonso Scibona
Avis, boom di donazioni tra i ragazzi delle superiori

I dati forniti dall’associazione: «È un segnale confortante, cresce la sensibilità» Gli studenti: «In questo modo possiamo fare qualcosa per aiutare gli altri»

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Gli studenti di Sassuolo continuano ad essere tra i primissimi in provincia di Modena quando si parla di donazioni di sangue ed alle parole si fanno seguire i fatti. «Anche quest'anno – conferma il volontario Avis delegato ai progetti nelle scuole Valerio Torri - le scuole rispondono abbastanza bene. Ci sono 30 ragazzi al Volta, 60 al liceo, una ventina al Baggi ed altrettanti all'Elsa Morante. Riteniamo anche quest'anno di poter avere circa 130 nuovi giovani donatori: sarebbe un buon risultato». Seminare è importante perchè l'Avis abbia un gruppo giovane, la base del domani. «Alcuni giovani donatori – continua Torri – si sono riuniti formando un gruppo giovani, coordinato da Agnese. A Sassuolo abbiamo un'alta percentuale di giovani, dai 18 ai 21 anni, e siamo tra i primissimi in provincia. Questo ci fa ben sperare, anche perchè avere giovani che vengano a parlare nelle scuole è molto bello, tenendo conto che noi non andiamo solo nelle scuole superiori ma anche alle medie e alle elementari. Quest'anno tutte le classi seconde delle 4 scuole medie di Sassuolo hanno aderito al progetto e in parallelo continuiamo anche gli incontri con le quinte elementari, dove teniamo due incontri: uno scientifico, l'altra legato al tema della donazione e della solidarietà ed oltre all'Avis c'è chi aderisce all'Aido, alla Croce rossa o altri, ma il messaggio non cambia: non siamo su questa terra solo per noi stessi ma anche per gli altri». Claudia Callegari del Volta è alla prima donazione. «Questo percorso di sensibilizzazione - commenta - mi ha fatto capire che a me non costa nulla donare una volta ogni sei mesi, e questa azione, che a me non costa nulla, può fare tanto per gli altri. Non vedo perchè non dovrei aiutare qualcuno quando per me non è un peso, ma anzi un sollievo sapendo di aver fatto del bene. Tra i miei familiari non c'è mai stato bisogno di sangue ma ho avuto conoscenti che ne hanno avuto necessità e capisco bene che cosa significhi per loro avere qualcuno che può donarglielo. Questo per me sarà un impegno ma anche e soprattutto un piacere, perche è qualcosa che ti fa stare meglio». Da parte dei ragazzi c'è una presa di coscienza su un percorso di autodisciplina del proprio corpo. «Donare mi serve sia per controllarmi personalmente – ha aggiunto il collega d'istituto Mirco Paciotti - fare una vita più sana, regolare ma sopratutto per fare del bene agli altri. La campagna di informazione di Avis ha ben spiegato quanto ci sia necessità di sangue e di donatori».

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