Bus a fuoco, la nuova pista dei vandalismi contro Seta
La Faisa denuncia danneggiamenti frequenti ai mezzi e alle auto dei controllori Intanto Odorici spiega l’ultimo episodio: solo un problema di surriscaldamento
Autobus in fiamme: una inchiesta dei carabinieri ancora aperta dopo il furioso rogo del febbraio 2014 a Concordia, nel deposito dove andarono distrutti due bus; una inchiesta interna voluta da Seta per fare luce sui troppi episodi, alcuni dei quali “misteriosi”, e per i quali il presidente Odorici sospetta possa trattarsi di incendi dolosi. Ma chi avrebbe in mente di sabotare Seta? Chi ci sarebbe dietro a questi incendi, escludendo quelli in cui è evidente la natura accidentale? «Non certo gli autisti - tuona il segretario modenese della Faisa Cisal Giuseppe Rendace, che aggiunge - mi faccio ambasciatore di questa categoria di dipendenti Seta dopo che sono apparse alcune insinuazioni in riferimento ai bus che si sono incendiati. Seta ovviamente sta cercando dei colpevoli, qualcuno che possa aver agito, ma non ha mai dubitato dei suoi autisti». Rendace, nel difenderli, rivela una serie di episodi inquietanti.
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«Vorrei sottolineare che negli ultimi giorni si sono verificati molti atti vandalici contro le vetture usate dai verificatori, a questo punto mi viene da pensare come probabile che qualcuno sia stato sorpreso senza biglietto, abbia preso la multa e ora la voglia far pagare a Seta». Parecchi episodi si sarebbero verificati ai danni delle vetture dei controllori: come spiegato dal sindacalista si tratterebbe soprattutto di pneumatici forati. Bucate una, due, a volte anche tutte e quattro le gomme. E non soltanto alle auto Seta lasciate nei pressi della ditta, dei depositi: vengono colpite soprattutto le auto aziendali in sosta nei vari punti della città. Dunque una nuova pista, una nuova ipotesi: qualcuno davvero arrabbiato che, oltre a tagliare le gomme dà pure fuoco agli autobus. Gli assalti alle vetture dei controllori sono stati riscontrati soprattutto nella zona della Bassa modenese, fra l’altro la più colpita dagli incendi. A ridimensionare un poco le cose, almeno in relazione all’ultimo episodio, interviene però ancora il presidente di Seta Odorici che spiega come l’“incidente” verificatosi l’altro giorno non sia stato altro che il surriscaldamento della centralina di sbrinamento del vetro a sinistra del guidatore che ha provocato la sua rottura. L’autista, lì per lì, non sapendo bene cosa stesse succedendo, ha imbracciato l’estintore facendo così pensare ai presenti che si stesse verificando un principio di incendio.
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