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LA DENUNCIA

Lavoro "nero", record a Modena: fino al 74% nel manufatturiero

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Il fenomeno riguarda soprattutto precari e stranieri. Franco Zavatti della Cgil: "E attenzione al caporalato mafioso"

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Record di lavoro nero e irregolare nei cantieri dell'Emilia-Romagna, segnala la Cgil. I dati aggiornati all'1 ottobre 2014 riportano una media del 52% di irregolarità riscontrate a livello regionale. In provincia di Modena, ad esempio, va però peggio con un 47% di "nero" in agricoltura ma un 60% nell'edilizia, un 64% nel terziario, fino al 74% nel manifatturiero e nell'industria. Per lo più l'irregolarità riguarda "giovani precari e stranieri", rileva Franco Zavatti della Cgil di Modena, coordinatore a legalità e sicurezza per il sindacato a livello regionale, diffondendo anche alcuni esempi di buste paga false. Evidenziando che tra le pieghe della recente inchiesta contro le 'ndrine in Emilia sia emerso tra l'altro il fenomeno del "caporalato col pizzo mafioso", il sindacato anche recentemente ricorda di aver denunciato casi di imprenditori agricoli che truccano le assunzioni, consulenti che organizzano le clientele bisognose di immigrati, professionisti che producono le false retribuzioni. Ma a diffondere l'illegalità sono stati pure, "come si è visto appena un anno fa, operatori di due importanti organizzazioni di coltivatori e piccoli artigiani", ricorda la cgil.

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