Il pellegrinaggio dei pavullesi per il Pinone
I tecnici specializzati: «Si salverà». Il sindaco: «Era in sicurezza ma il crollo è partito dalle punte»
PAVULLO. Il Pinone si salverà. È quanto hanno assicurato i tecnici specializzati dopo il sopralluogo di ieri pomeriggio a seguito del drammatico crollo che domenica mattina si è praticamente portato via metà del cedro del Libano che da due secoli ormai è un simbolo della comunità. «Domani (oggi, ndr) relazioneranno alla Consulta Ambiente insieme alla Forestale – spiega il sindaco Romano Canovi – e poi mercoledì verrà attuato l'intervento di messa in sicurezza con i tiranti. La cosa importante adesso è salvarlo, ma davvero viene un tuffo al cuore nel vederla così. C'erano tutti i sistemi di sicurezza, ma il crollo è partito dalle punte libere, nessuno se lo sarebbe mai immaginato». Anche ieri è proseguito il mesto pellegrinaggio di pavullesi che hanno voluto vedere con i loro occhi quel che è successo. C'è un po' di tutto: rabbia, incredulità, ma soprattutto dispiacere. «È una perdita enorme e irreparabile, davvero una ferita per tutti», sottolinea la dottoressa Giovanna Lami. «Quanti ricordi ho di quando ero giovane e venivo qui – le fa eco Franco Balestri – mi dispiace tanto. L'unica piccola consolazione è che a vederlo dal basso la ferita si nasconde un po'». «Sembra inspiegabile – osserva Roberto Ruggeri – era un albero seguitissimo e tutelato: o è una tragica fatalità o qualcuno non si è accorto che c'era un problema». «Questa è una tragedia pavullese – sentenzia Eddy Cavani – il Pinone per noi era un monumento". La vicenda approderà presto anche in consiglio comunale, visto che Davide Venturelli, ieri mattina ha presentato un'interrogazione su quanto accaduto: «Il Pinone – attacca – è sopravvissuto ai nazisti, ma non all'incuria. Nel nostro paese il verde è trascurato in modo vergognoso». (d.m.)
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