La Bassa non ha pace Aziende agricole con le serre crollate
Da Solara a Gavello tanti macchinari sono imprigionati sotto i tunnel che hanno ceduto per il peso della coltre
La neve si sta sciogliendo nella Bassa e lascia spazio alla rabbia per i danni subìti e per un’emergenza che, secondo alcuni si poteva affrontare meglio. A Solara la neve ha incontrato il terremoto nell’azienda agricola di Felice Mazzali, frutticoltore. Qui, il sisma ha reso inagibili 7 fabbricati e il proprietario ha edificato una serra alta 6 metri, come il capannone, adibita a deposito attrezzi. «Alle 5 del mattino di giovedì questa struttura di ferro è venuta giù – spiega Mazzali – e avrò danni per circa 25/30mila euro. Spero che invece gli attrezzi abbiano riportato poche ammaccature». Anche la tipografia Riva, di Gorghetto, è rimasta chiusa per un giorno. «Eravamo paralizzati – racconta Fabrizio Riva, il titolare – fortunatamente ho recuperato il giorno di mancato lavoro». Miriam Ciulla, residente in via Gorghetto, 24, lamenta che il Comune non è mai passato a fare la rotta. «Abbiamo spalato la neve completamente soli – commenta Miriam – e l’anno scorso abbiamo dovuto spendere di tasca nostra per chiamare un trattore che ci pulisse l’ingresso». Sempre a Bomporto c’è ancora una decina di famiglie senza luce tra le vie per Modena e per Gorghetto. I danni si moltiplicano anche a Gavello, Mirandola, dove le serre distrutte sono tantissime. «Siamo proprietari di 70 serre e 5 sono distrutte, completamente schiacciate dalla neve – afferma Dong Wen Ming, titolare dell’omonima azienda agricola – sono andati persi erba cipollina e sedano, tra gli altri ortaggi». I disagi non sono finiti nemmeno a Carpi, dove la dottoressa Maria Cristina Iannacci, in via Socrate, ha dovuto cospargere di sale l’ingresso del suo ambulatorio per ricavare un sentiero su cui camminare. «Il problema, però è che i parcheggi sono tutti ricoperti di neve e questo danneggia sia me, sia le aziende vicine, e sono stata costretta ad annullare un appuntamento» conferma Iannacci. Spostandosi a Migliarina, le cose non vanno meglio. Enrico Botti residente della frazione in via Argine Canale, 7 è senza corrente elettrica. Durante varie telefonate, Enel aveva promesso a lui e ai suoi vicini che a breve sarebbe arrivata la corrente elettrica e invece è ancora senza luce. A Cortile, poi, i Sinti di via Chiesa, rimasi senza corrente, hanno ricevuto ospitalità presso la parrocchia. Una scelta che ha avuto il benestare del vescovo Francesco Cavina e dei parrocchiani. «Così, dieci bambini e otto adulti hanno potuto cucinare qualcosa di caldo e dormire una notte presso i locali della parrocchia», spiega il parrocchiano Nicola Mistrorigo . I Sinti ora sono rientrati al campo. A Fossoli invece ci sono famiglie che annunciano come la corrente sia ritornata dopo 82 ore. Sempre a Carpi, ieri mattina si è riunito il Centro Operativo Comunale per fare il punto. Permane la mancanza di corrente presso alcune abitazioni in punti sparsi. Il Comune ha assistito tre famiglie, 9 persone in tutto, fragili o non autosufficienti. Il problema alla scuola primaria Giotto è stato risolto e oggi sarà aperta.
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