Gazzetta di Modena

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La bombola esplosa era di una stufetta

di Carlo Gregori
La bombola esplosa era di una stufetta

Era collegata al nuovo riscaldamento a gpl acceso in sala e non alla cucina. Era stata riempita?

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Occhi puntati sulla bombola che la sera del 31 gennaio ha provocato l’esplosione nella villetta di via della Resistenza a Maranello, costata la vita a due persone - Greta Benincasa, 21 anni, e il padre Alberto, 50 anni - e gravissime ustioni alla madre, tuttora ricoverata all’ospedale Bufalini di Cesena e al fidanzato Gabriele Pinna, 30 anni, ricoverato al centro Grandi Ustioni di Parma.

La bombola di Gpl, ora sotto sequestro giudiziario, non era in uso alla cucina, come si era creduto in un primo momento. Non serviva ad alimentare il gas del piano cottura, insomma, perché la cucina era abbastanza nuova e alimentata dalla normale rete del gas. Quella bombola era collegata a una stufetta per riscaldare.

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La stufetta, si è appurato, era stata comperata in dicembre: quindi, era nuova. Tanto è vero che è stata trovata la scatola da imballo tra le macerie dopo l’esplosione. La stufetta, poi, si trovava in sala al momento dello scoppio: per questo ha investito i quattro che stavano cenando.

Nell’esplosione, è risultato che la bombola ha riportato una crepa.

Ora sotto analisi, questo reperto potrà rivelare particolari importanti sull’origine della tragedia.

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Innazitutto se conteneva il gas originale al momento dell’acquisto oppure, ipotesi ora al vaglio dei carabinieri, era stata riempita in tempi recenti. Andrà anche chiarito com’era stata collegata, dal momento che per arrivare a un’esplosione che riesce a sventare una parete intera e provocare danni all’altra è verosimile che il gas subisse una forte compressione.

Tutti questi elementi sono stati raccolti anche dai vigili del fuoco nel loro primo rapporto, subito dopo l’intervento, consegnato al magistrato incaricato dell’indagine, il sostituto procuratore Luca Guerzoni.

Una serie di aspetti da chiarire riguardano i rapporti con il proprietario dell’appartamento, assistito dall’avvocato Giovanni Casara. Sicuramente l’appartamento era affittato regolarmente a Greta e Gabriele, contrariamente a dicerie che circolavano questi giorni, così come erano acceso l’impianto termico e funzionante l’allacciamento del mettano ad uso cucina.

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